Cerreto: l’insulto finale

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di Francesco Trotta. Ma, insomma, il commissariamento del Comune è positivo o negativo? La riflessione parte da questa domanda di apertura. Prima di continuare a leggere ogni lettore provasse a dare la sua risposta.

Fatto? Bene, buona lettura.

Tenendo presente la domanda e, dopo aver provato a cercare la propria risposta, possiamo avanzare una riflessione con qualche generalissima affermazione. Proviamo. Qualcuno potrebbe rimanere perplesso di fronte alla domanda posta e rispondere d’impulso che ovviamente il commissariamento di un comune è negativo perché il funzionario nominato, dal Prefetto e poi dal Capo dello Stato, non conosce la realtà del paese, può svolgere solo gli affari ordinari, detiene i poteri del Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale, non è presente tutti i giorni sul comune e via di seguito, abbandonandosi ad una lunga elencazione di aspetti negativi. Molto probabilmente qualcun altro, invece, si concentrerebbe sugli aspetti positivi del commissariamento di un ente. Certo, dovrebbe concentrarsi proprio bene perché, in verità, la ricerca e poi l’elencazione degli aspetti positivi è cosa abbastanza complicata… ma sicuramente non impossibile.

Comunque, come in tutte le cose umane, lo spazio per la doppia faccia della medaglia c’è sempre; quindi, anche su questo tema, certamente, le menti di chi volesse decidere di cimentarsi nelle due elencazioni brillerebbero per risultati. Tuttavia, viene da riflettere (e anche da sorridere) seriamente quando qualcuno si serve di entrambi i lati della medaglia a proprio piacimento, cioè quando qualcuno dice (uno a caso) che il commissariamento è una cosa positiva o negativa a seconda che “tenga o meno il vento in poppa”.


Semplifichiamo. In una notte dell’estate 2003, un gruppo di “simpaticoni”  determinò la caduta dell’amministrazione del Blocco cui seguì il commissariamento della nostra Cerreto.

In quella occasione qualcuno affermò che il commissariamento “è positivo e vantaggioso” (Il Sannio Quotidiano del 06.07.2003). Evitiamo ogni commento, sarebbe inutile e superfluo, e andiamo avanti. Nel mese di novembre 2010, quella stessa persona (sempre uno a caso) determina un nuovo commissariamento del comune, che però definisce come “grave insulto” (volantino diffuso per il paese in data  06.02.2011). E allora sorge un problema serio. Delle due l’una. O il commissariamento è sempre dannoso o è sempre positivo… perché certamente non può essere l’uno o l’altro a seconda di se comando io o comanda un altro. Insomma siamo seri sulle questioni oggettive, non è che sono cose “bau bau, micio micio”!!!

Il commissariamento di un comune è sempre dannoso proprio perché l’ente rimane sprovvisto dei suoi amministratori e i cittadini privi dei referenti democraticamente scelti a cui potersi rivolgere per qualunque questione o problema di interesse.

Se questo è  vero, però, la responsabilità dei danni prodotti è di chi con le sue decisioni istituzionalmente irresponsabili determina la venuta di un commissario. La legge dice che quando un Sindaco si dimette, se entro 20 giorni non ritira le sue dimissioni, queste diventano effettive producendo lo scioglimento del Consiglio Comunale e, di conseguenza, il commissariamento dell’Ente (d. lgs. 267/00). E, allora, alla luce di quanto detto:

  • – chi, dimettendosi, ha prodotto il commissariamento del Paese?
  • – come fa a chiedere di nuovo la fiducia dei cerretesi?

Al di là  di ogni ragionevole dubbio, le parole possono mentire, i fatti mai. E i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

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Francesco Trotta, coordinatore équipe tecnico-politica dell’associazione politico-culturale “Da sempre per Cerreto”

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