‘Carnevale Ruzzolando’

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di Pasquale Carlo. Il cartellone di ‘Carnevale Ruzzolando’ in occasione del penultimo week-end propone l’appuntamento con l’edizione invernale di ‘Storie di Uliveti & Pascoli’. Sabato 26 e domenica 27 febbraio, l’olio extravergine di oliva da cultivar ortice ed il formaggio pecorino locale arricchiranno di sapore il tradizionale appuntamento della “Ruzzola del formaggio”, le suggestive gare che stanno animando il Carnevale a Pontelandolfo,    Gli amanti di questo gioco si stanno sfidando dalla festività di Sant’Antonio Abate, il primo giorno del periodo carnevalesco, e continueranno a farlo fino a martedì 8 marzo. Le agguerrite partite si consumano quotidianamente, dalle ore 13.30 alle ore 18,00.

Il Comune e la Pro Loco di Pontelandolfo, in collaborazione con il Forum dei Giovani,  il gruppo folk ‘Ri Ualanegli’ ed il nucleo locale della Misericordia, hanno predisposto un intenso cartellone di appuntamenti che animano i week-end di questo periodo. Il prossimo fine settimana, come detto, sarà riservato alla manifestazione dedicata alle produzioni locali di olio extravergine di oliva e di formaggio pecorino. L’iniziativa, che nasce in collaborazione con Slow Food Alto Tammaro e Benevento e con la delegazione sannita dell’Associazione Italiana Sommelier, si prefigge l’obiettivo di promuovere le produzioni locali, facendole apprezzare in diversi momenti di degustazione ai turisti che giungono in paese, richiamati dal tradizionale appuntamento della ruzzola .

Si tratta di un gioco con origini antichissime: a Pontelandolfo si narra della leggendaria sfida a lanci di formaggio tra un barone del luogo ed il suo bracciante Pasquale, che intrapresero il gioco per dirimere una controversia legata ad una scommessa: grazie all’abilità dei contendenti quella partita non è mai finita.

Le sfide prevedono la partecipazione di due, quattro o sei giocatori che gareggiano lungo un percorso stabilito che, come vuole la leggenda,  va da piazza Roma fino alla cappella di San Rocco e lungo viale dell’Impero. Anche le regole sono sempre le stesse: ad ogni lancio si segna il luogo che il formaggio ha raggiunto. Vince chi completa il percorso nel minor numero di lanci, aggiudicandosi il formaggio in palio.

Questa forte tradizione si coglie anche nello stretto legame tra  dialetto locale e regole del gioco, che dà vita ad un ricco e colorito bagaglio di termini tecnici:

-`rizavàglia”: è il filo di spago doppio, munito dello “spròccul’ “, che avvolgendo la forma di formaggio serve a lanciare e dirigere la stessa e viene legata al polso;

– “R’ spròccul’ “: è un pezzo di legno cilindrico di completamento della “‘nzavàglia”, funge da impugnatura della forma;

– “T’appènn ‘la pezza”: è la sfida lanciata da uno o più giocatori ad altri contendenti. La posta in palio è la stessa forma di formaggio utilizzata nel gioco;

– “Scurt’cà la pezza”: con doppio significato che può voler dire la preparazione della “forma” di formaggio, consistente nella scorticatura dei grassi esterni, o in senso allegorico dare filo da torcere all’avversario;

-”Appèlla”: è l’inizio del gioco. È il primo dei lanci che viene effettuato sia all’andata che al ritorno del percorso;

-”La rèsta”: indica lo spigolo della casa o del muro che è il punto di riferimento e di delimitazione del gioco;

-”R’ tèrmn’ “: è il punto di riferimento che delimita la fine del gioco di ritorno e dell’intera sfida;

– “R’ maccatùr”: è un pezzo di stoffa doppio che viene avvolto intorno al polso del giocatore, sia per evitarne la slogatura o la scorticatura, sia per dare maggiore aderenza e fermezza della `nzavàglia”;

– “R’ cànt’ “: è il lato in cui la “forma” rotola o si appoggia nel momento del lancio;

-”L’ àut”: è la parte più grossa della “forma” che viene corretta da “R’nzavagliatòr” avvolgendo la “‘nzavàglia” in modo da compensare sia la malformazione del formaggio, sia la direzione da percorrere in considerazione delle malformazioni geofisiche del percorso;

– “R’ lèmt’ “: è il limite dei tre passi permessi al giocatore per prendere la rincorsa per il lancio. Viene tenuto o delimitato dall’avversario di turno;

– “Caccià la ‘nzavaglia”: indica l’operazione di rimettere sul giusto itinerario il giocatore o la squadra. Infatti se nel precedente tiro la “forma” si è fermata lontana dal percorso, misurando la lunghezza della `nzavàglia” ed il massimo allungamento del giocatore, considerando le esigenze del tiro, si può correggere e riportare il gioco nella giusta direzione;

– “Mpattà”: sta per pareggiare. Risultato che si verifica quando le due squadre vincono l’una nel percorso di andata e l’altra nel percorso di ritorno o viceversa: in questo caso la sfida si ripete. Se viene rimandata ad altro giorno la sfida viene dichiarata “Appésa”;

– “Attòrna”: è la parola usata quando “la pezza”, raggiunto un punto del percorso, ritorna indietro su se stessa, per il dislivello incontrato o per mancanza di forza;

-”Lelè… a vùia lota”: sono le parole di esortazione a fare spazio e togliersi dal percorso per l’arrivo della forma di formaggio.

Chi vuole conoscere approfondire tanti altri aspetti sul gioco della ruzzola e sulle altre tradizioni locali può visionare il sito internet http://www.pontelandolfonews.com.

Pasquale Carlo

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