Il gran finale del ‘Sogno telesino’

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di Angelo Leone. Telesino da sempre, sognatore da molto.  Ho sempre amato il paese che mi ha dato i natali e che mi ha visto nascere, crescere e pascere.  Ora, approfittando della  cortesissima ospitalità  di “Vivitelese”,  voglio rendere partecipi  di questo  mio “sogno”  tutti quei cittadini che avranno tempo e voglia di leggermi.

 

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Continuo ancora ad ammirar la folla

di tutti gli studenti superiori

e poi continuo il passo, soddisfatto.

La mia curiosità stavolta è attratta

da tanti “pulmanini” con impresso

sulle fiancate, con tinte bicolori

a fasce trasversali verdi e gialle,

lo “stemma” del Comune di Telese.

Avanti, in alto, molto ben distinta,

riportano la scritta “Navetta circolare”

e, sotto questa, un’altra scritta appare

che riporta i nomi dei “quartieri”

storici di Telese molto antica:

L’Acquafetente”- “I Bagni” “ ’E Putechelle,

“ ’A Stazione”- “’U Quadrivio”- e pure ’A Chiana”.

Subito aggio penzato ca sti’ nome

so’ state misse pe’ ricurdà ‘u  passato,

quanno Telese era piccereniello.

Ho chiesto spiegazioni a un altro amico

che, proprio in quel momento è sopraggiunto.

Si chiama questo…nun me ricordo ‘u nome,

pur’isso è telesino, ‘u ssaccio  bbuono!

Lui mi ha spiegato, in modo dettagliato,

che le “navette” messe dal Comune

seguono ognuna un percorso circolare

effettuando moltissime “fermate”.

Percorrono più in modo capillare

le strade del quartiere riportato

da dove poi ritornano all’inizio.


 

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Ogni “navetta” effettua molti giri,

più radi di mattina e a tarda sera,

ma fitti dalle nove a mezzodì

e dalle diciassette alle ore venti.

Mi ha precisato pure questo amico

che ste’ navette son molto silenziose

e danni non procurano all’ambiente:

a conduzione elettrica è il motore!

I cittadini e tutti i forestieri

ne fanno uso per gli spostamenti

con i “biglietti” che hanno costo poco.

Si recano agli uffici o a fare spesa

oppure a fare visita agli amici

e vanno anche alle Terme, alle piscine

o a fare i “fanghi” e tutte le altre cure.

Con le “navette” vanno pure al Lago

ch’è stato sistemato molto bene

o andare ai “Bagni Vecchi” a respirare

un poco d’aria fresca e solforosa.

Le auto son lasciate nei parcheggi

molto attrezzati e bene custoditi,

che sono siti fuori all’abitato.

Ho chiesto a questo amico se sapeva

com’era stato sistemato il lago.

Lui mi ha risposto: “si” -lo sai, la strada,

che, circolare, stava sulla riva

 

 

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e che già in qualche punto presentava

piccoli smottamenti della sponda,

è stata tutta quanta inabissata.-

-Inabissata! Ma mi vuoi spiegare?

-E’ stata demolita quella strada

e tutto il materiale di risulta

è stato messo in acqua ed in tal modo

di quattro/cinque metri torno torno

il lago di Telese si è allargato!

-Cos’altro è stato fatto, mi vuoi dire?

-Tu certamente ben ricorderai

quel plastico progetto che al Comune

fu molto tempo esposto ai cittadini

quand’era allora Sindaco Romano,

ebbene -caro amico- ti assicuro

che quello, al lago, è stato realizzato.

L’ho ringraziato e poi l’ho salutato

ed ho ripreso lesto il mio cammino,

volendo andare al lago per “vedere”.

Ero già quasi a mezzo del percorso

quando mia moglie, con un tocco lieve,

passandomi la mano sulla fronte,

chiamandomi più volte, mi ha svegliato.

 

 

 

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“Angelo, io t’ho visto addormentato

con un sorriso che t’aleggiava in viso

ed ho compreso che stavi sognando

qualcosa che procura gran piacere,

ma è quasi mezzogiorno, devi andare.”

Io, sempre col sorriso e il cuor contento,

le dico che ho sognato tante cose

e tutte cose belle per Telese!

Nel sogno ho visto cose che, in futuro,

potrebbero avverarsi pari pari

ed altre, invece, solo col pensiero,

che nel reale non hanno più avvenire

Come affermava pure don Raffaele

in una nota commedia di “Eduardo”:

“ il sogno è frutto sol di fantasia

che con le tante immagini lavora,

che -nel subcosciente- hanno vigore

col frammentario sovrapporsi ognuna

all’altra e vivere -così- durante il sonno.”

“Che sia premonitore questo sogno

e, in tutto o in parte, poi diventi vero!”

-“ Ti chiedo scusa, non t’avrei svegliato,

ma mò s’è fatto tardi ed ho pensato

di farti un gran favore perché sapevo

che avevi una riunione associativa”-

 

 

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-“ Si, cara, -dai- non ti rammaricare:

se quello che ho sognato poi si avvera,

staremo molto bene tutti quanti,

è stato lungo il sogno ed importante!”-

– “Ma dimmi,quante cose hai tu sognato,

che ancora hai tutta l’aria da beato?”

-“Adesso nunn’è cosa, ‘u suonno è luongo,

ma -appena tengo ‘u tempo- t’‘u racconto”.-

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Il Telesino doc Angelo Leone 588 letture al 31/12/2012

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