Essere se stessi

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di Angelo Mancini. Narra un vecchio racconto ebraico che un giovane rabbino si affannava con tutte le sue forze ad essere sempre il migliore. Un giorno un vecchio rabbino lo avvicinò e gli disse: < Quando  ti presenterai davanti  a Dio, l’Eterno non ti domanderà perché non sei stato  Mosè, ma ti chiederà perché non sei stato te stesso!>.

In questi primi giorni del 2011 abbiamo sentito, sui media, nelle strade, nelle feste, una valanga di previsioni, di propositi, di auspici per il nuovo anno da parte di analisti, astrologi, futuristi, utopisti, scontenti, illusi, disillusi, e da parte di quella folta schiera di umanità che crede fermamente di avere in tasca la ricerca della felicità per tutti e che solo la cecità e la mala fede degli altri non la rende fattibile. Ecco, allora, che ci sono piovuti addosso ricette, raccomandazioni, prescrizioni su cosa fare per un mondo nuovo, più giusto e libero da calamità e cattiva politica, per la salute del corpo e dell’anima, per  il lavoro, gli hobby, i libri, i dischi, le mostre, gli avvenimenti, il rapporto con gli altri, con noi stessi, per essere sempre aggiornati, attuali, efficienti, pronti per qualsiasi occasione e circostanza, migliori, più giusti, più onesti, più intelligenti, più desiderati

Nessuno ci ha detto di essere semplicemente noi stessi ( forse è perché la cosa più difficile, ma anche quella che effettivamente ci cambia la vita), con le nostre  caratteristiche, i nostri limiti e i nostri talenti e di vivere appieno il nostro tempo nei modi più disparati, più congeniali al momento, alla situazione, all’umore, ai sogni, ai desideri, ben sapendo  che non ci è dato in alcun modo di sciuparlo: ogni tempo è sempre e comunque tempo vissuto!  E allora….

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“Fidati del tuo cuore se il mare prende fuoco e vivi per amore anche se le stelle camminano all’indietro”.

( Edward Cummings)

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