Telese: dove è finito l’entusiasmo?

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di Carlo Franco. (da Realtà Sannita n°1 Gennaio 2011) L’amministrazione sembra aver dimenticato tutto e la gente tace. Eppure all’epoca riscosse ampi consensi in tutti gli ambienti

Si respira un’aria pesante a Telese, e questo da quando sul finire dell’anno 2009 scoppiò la tangentopoli locale con gli arresti (eccellenti) ed i successivi rinvii a giudizio, “giudizio” che peraltro non ancora ha effettivamente ini­zio (siamo ai preliminari) ad un anno e mezzo dall’operazione degli arresti perpetrata con tanto fragore ma dai risultati finora ancora scarsi.

Nella primavera scorsa ci sono state le elezioni comunali dopo un breve periodo di commissaria­mento del Comune, quindi la cit­tadina termale ha oggi una sua guida e può riprendere la vita, nuova e diversa, che la comunità si attendeva e nella quale tuttora spera. Ma per ora l’aria continua ad essere pesante in tutti i sensi.

Il fragore causato da brutti avveni­menti ha snervato un po’ tutti; la vita della comunità si trascina tra realtà (dura) ed attesa (del meglio) nell’auspicio che prima o poi qualcosa cominci a muoversi; che ci si riprenda, insomma, rimuo­vendo finalmente questo blocco socio-economico che ne frena lo sviluppo.

Si sapeva che il “temporale” avrebbe procurato questi guasti, ma bisogna reagire.

Oggi si ha l’impressione che tutti abbiano paura di prendere qualche iniziati­va, qualche decisione importante, ad incominciare dalla civica amministrazione, per poi passare alle categorie imprenditoriali e finire quindi ai semplici cittadini, e la vita di tutti i giorni si consuma nell’attesa di un domani migliore. Senza sapere che il domani non sarà mai migliore se non si metto­no in atto iniziative e decisioni a volte anche estremamente corag­giose che hanno come fine la rea­lizzazione di un progetto.

Ma si ha un progetto per Telese?

Cosa si vuol fare, finire in un museo di statuine di cera?

C’è bisogno di una scossa, una scossa vera dalla intensità proporzionata al ruolo che si svolge nella comu­nità: non può essere la stessa quel­la dell’amministratore e del sem­plice cittadino, ovviamente. E dire che questa febbre del non osare ha coinvolto, come un’epidemia, anche i paesi vicini che riconosco­no in Telese un ruolo centrale, di traino.

Qualche anno fa, eravamo nella primavera-estate del 2009, venne fuori ancora una volta il discorso della costituzione della “città tele­sina”. L’idea raccolse ampi con­sensi in un convegno organizzato appositamente nel Comune di Puglianello. L’entusiasmo sem­brava foriero di buoni risultati; i sindaci presenti erano d’accordo ma poi, scoppiato il botto della tangentopoli telesina, tutto è fini­to, non se n’è parlato più. Ecco, riprendere questo discorso potreb­be essere segno di sicura volontà di rinascita e di riscatto. Oggi non si cresce se da soli, bisogna stare insieme, fare squadra se si voglio­no risolvere i problemi, e questo gli amministratori dovrebbero saperlo, ma anche praticarlo.

Quali ostacoli esistono allo stato per cui l’entusiasmo dei promotori è scemato? Il venir meno del ruolo di qualche primo cittadino? L’ex sindaco di Telese Pino D’Occhio, tra i fautori dell’idea, non può dare il suo contri­buto come sindaco, ma può darlo certamente come privato cittadi­no se continua a credere in que­sto progetto così come ci credeva allora, prima delle dimissioni da sindaco.

Telese ha un’altra amministra­zione comunale in carica ora, quindi questa va coinvolta (e certamente non si tirerà indietro) nel riprendere il tavolo del ragiona­mento nella speranza di arrivare a risultati concreti in tempi ragione­voli per il bene delle comunità locali interessate.


1 commento

  1. Caro Carlo, criticare la nuova Amministrazione è come sparare sul pianista, se si smette di ricordare che non c’è trippa per gatti. Si possono fare tutti i progetti del mondo ma quando si è in periodo di vacche magre dove ti attacchi?. E’ di ieri la decisione del Consiglio Comunale di fare un prestito, con l’assenso della Minoranza, di circa 540.000 Euro. Tra l’altro decisione molto criticata fuori dal Palazzo. Per realizzare progetti, ove non si avessero propri soldi in cassa, bisognerebbe cercarli nei finanziamenti pubblici e ciò ci riporta alla mancanza di trippa. Tu come come me sai che fare opposizione è facile più difficile è governare.
    Ezio

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