Damme tiempo ca te spertoso…

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di Flaviano Di Santo. In questo famoso detto popolare del pappice ‘nfacce a noce, si racchiude uno dei più importanti dogmi dell’umanità sul valore del tempo. Ogni cosa che ci circonda dipende dal tempo ed assume senso e sostanza  in funzione di esso ma caro Angelo, damme ò tiempo… Comincia con l’immaginare se il momento della nostra fecondazione fosse stato rimandato solo di qualche secondo… è del tutto probabile che al nostro posto sarebbe nato un gemello/a. Ogni processo della nostra vita è scandito da una specie di orologio e non rispettarlo sarebbe come voler salire su un treno che è già partito. Il tempo è innanzi tutto una entità fisica. Da un punto di vista scientifico, il tempo è stato nel tempo, oggetto di diverse interpretazioni arrivando anche a curvarsi ,e, perfino ipotizzare che possa, almeno in teoria, tornare indietro. Qualsiasi attività dell’Universo è relazionato al tempo e nulla può esimersi da esso.

Le attività umane hanno un inizio ed una fine ma nascono in una forma astratta prodotte nella nostra mente. Il tempo è una variabile fisica fondamentale a dare un senso oggettivo all’idea la quale, senza una verifica rimane una cosa astratta, un sogno,una pippa mentale. Giulio Verne racconta che il capitan Nicholl, compie il viaggio dalla terra alla luna in 97 ore e 20 minuti ma non sappiamo di quale anno. E’ un tempo astratto. Armstrong compie lo stesso viaggio in 7 ore, il 21  luglio del 1969 e tocca la luna con lo scarpone sinistro alle ore 4.57 ora locale (molti ricordano anche cosa disse). E’ un tempo fisico, reale, inequivocabile fino a provare il contrario. Fare il metalmeccanico, l’agricoltore o l’astronauta, sono attività pratiche e si compiono in un tempo fisico determinato. Pensa ad una semina, una catena di montaggio o la partenza di un’astronave. L’ingegnere, l’agronomo, l’astrofisico,lo scrittore o un amministratore comunale, pur essendo strettamente correlate alle precedenti, sono attività astratte. Va detto che molte cose nascono da idee irrealizzabili ma è solo la deviazione di una ipotesi verso la sua nuova meta reale. E’ fondamentale ipotizzare anche cose irrealizzabili, ma,  solo per stimolare la creatività che è uno dei combustibili preferiti dall’intelligenza.

Credere ad una cosa irrealizzabile come cose vere significa compiere  un percorso disarmonico con l’azione e s’inganna la percezione della realtà non il tempo. Il tempo, a differenza della nostra percezione, non è ingannabile. Il confine tra fantasia e realtà può essere marcato anche dalla convinzione individuale che spesso non risponde necessariamente alla realtà oggettiva ma questa è una patologia di cui si occupano i medici. Anche nel campo delle religioni, che sono immateriali per eccellenza, i comandamenti di base vanno messi in pratica. Potrebbe fare eccezione la concezione dell’anima ma la noetica sta trovando risposte anche a questo…è solo questione di tempo. Nel mondo imprenditoriale si afferma che il tempo è denaro. Anche un ente pubblico è, dal punto di vista amministrativo e gestionale una impresa, con la sola differenza che produce beni e servizi ai cittadini al posto di utili economici agli azionisti. Un amministratore delegato di un azienda e un  amministratore pubblico svolgono la stessa funzione.

Entrambi ipotizzano una strategia che finalizzerà un utile, economico o in servizi. Se la tua banca ti proponesse un investimento con un alto tasso di profitto, credo che vorresti sapere se è annuo, decennale o millenario, credo.  La finalizzazione temporale cambia completamente le cose, perché avere la restituzione dei propri soldi ed interessi tra duemila anni, non è un buon affare nemmeno al 100%. Ovvio. Eppure, mantenendo il parallelismo, hai mai visto un programma elettorale di un candidato amministratore pubblico che chiarisce una sola data della sua azione (beni e servizi ai cittadini)? E’ casuale? E’ una dimenticanza? Io credo di no. Quando esprimiamo la nostra vivacità politica anche in un sogno, che è l’idea del nostro modello di vita, in genere esterniamo sempre concetti completamente slegati dalla loro reale verificabilità in un tempo che concreta l’idea perché non rimanga astratta.  Prima di differenziare le nostre simpatie di destra o sinistra, sarebbe più costruttivo concentrarsi sulla loro fattibilità. Una buona idea irrealizzabile è più dannosa di una cattiva, ma fattibile.

Abbiamo una idea per risolvere la piaga della disoccupazione?dei rifiuti?della sanità? dei problemi della nostra cittadina?

Se non siamo in grado di stabilire in quanto tempo la nostra idea può trasformarsi in azione e di assumerci la responsabilità se impegnati in prima persona, è implicito che non siamo in grado di realizzarla e la stessa, rimane un sogno.
Spesso un progetto politico dipende già in partenza da fattori esterni indeterminabili ed è ovvio quindi, che non esistono le basi concrete per proporlo ma senza di questo, piccolo particolare, non si avrebbe nulla da scrivere.

I politici di professione lo sanno ma lo usano come un perfetto alibi al falso ideologico, che al livello di gente comune si chiama ‘palla’ ma per un amministratore pubblico è un reato grave.
Siamo forse, tutti sognatori ma di certo… dei gusci di noci.

Con simpatia, Flaviano Di Santo

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