Un pezzo di lago perduto

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di Flaviano Di Santo. Il lago di Telese Terme è certamente uno dei posti più incantevoli della valle telesina e per molti della mia età, è stato anche l’unica piscina naturale in cui refrigerarsi nelle torride estati degli anni ’70.

Pur conoscendo nei minimi dettagli i suoi confini naturali delimitati da una forma pressoché circolare, nulla mi avrebbe fatto pensare che la mano dell’uomo ne avrebbe potuto modificare la sua forma naturale.

Almeno, fino alla scoperta di uno straordinario documento manoscritto di proprietà del Comune di Guardia Sanframondi : la Platea dell’Ave Gratia Plena.

La seconda parte del documento redatto dall’amanuense autore della Pia Istituzione  riporta una sezione catastale degli asservimenti terrieri, le cui rendite finanziavano le molteplici attività sociali tra cui ospedale, brefotrofio, monte dei pegni, ecc.  oltre ovviamente, ad una miriade di attività di matrice cattolica in onore dell’Annunziata a cui l’Istituzione si riferiva.

I riporti catastali (oltre un centinaio) sono descritti con straordinaria precisione, fatta certamente da rilievi fisici che ne riportavano ogni particolare esistente da fare invidia anche alle moderne tecniche tacheometriche. Oltre i dati geometrici infatti, si riporta ogni particolare geologico e della flora esistente nel sito descritto.

Tra i tanti lotti minuziosamente descritti, mi ha colpito particolarmente uno dei due che interessano l’area del lago di Telese, denominato (nel 1720?) Acque di Pagniano al Lago.

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Confrontando il mappale in questione, su una visione satellitare disponibile facilmente da Google-maps, emerge una sorpresa rispetto agli attuali confini del lago, che potrebbe essere dovuta all’azione umana.

La precisione del confronto è supportata dal riferimento geo magnetico di cui il documento è corredato come ‘rosa dei venti’ in cui il nord odierno(N) è denominato T (tramontana). L’unica operazione possibile, successivamente,  è la dimensione (zoom) che è vincolata dalla coincidenza dei punti di raccordo della sezione viaria perimetrale esistente con quella attuale.

Il risultato che ne ho tratto (ammetto con l’aiuto di mio figlio Davide),  indica chiaramente che una vasta area di lago (su cui attualmente c’è il bar Miralago) è stata interamente coperta con riporto di terreno.

Perché e chi è stato l’esecutore?

Il perché, a mio avviso, sembra chiaro quanto l’autore: la linea ferroviaria, realizzata da Achille Jacobelli che porta il primo treno a vapore a Telese il 15 marzo del 1868.

P.s.1 quanto esposto è frutto di indagini amatoriali che non hanno alcuna pretesa scientifica ma solo indicare dei dati documentali (forse) scarsamente conosciuti che spesso, aiutano  a capire il mondo in cui viviamo meglio dei nostri stessi occhi.

P.s.2 esprimo un augurio di un migliore 2011 alla ‘conoscenza collettiva’ , sperando che venga accolto il mio appello all’Archivio di Stato per la catalogazione, la scansione e la divulgazione del documento citato.

Flaviano Di Santo

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