S. Salvatore Telesino: e la partecipazione ?

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Inviato da Pierluigi Santillo. ( Cittadini in Movimento Laboratorio di Cittadinanza Attiva). Il  giorno  3  dicembre  2010,  alle  ore  18.00,  presso  la  Sala Consiliare del Comune di S. Salvatore Telesino, si  è tenuto  un  Consiglio  Comunale  per  la trattazione del  seguente ordine del giorno:

1. Lettura ed approvazione verbali  seduta del 18 novembre  2010.

2. Osservazioni al  Piano  Territoriale  di  Coordinamento Provinciale.

3. Indirizzi Programmatici Piano Urbanistico Comunale.

4. Approvazione Regolamento per l’installazione e l’esercizio di impianti di telefonia e radio-telecomunicazioni.

5. Approvazione  Regolamento interventi di assistenza economica per contrasto alle povertà estreme.

Per tutti i punti all’ordine del giorno sarebbe stato necessario il massimo coinvolgimento della popolazione, se non la convocazione di un consiglio comunale aperto. Invece, sul sito istituzionale del comune l’avviso è stato pubblicato solo due giorni prima del consiglio comunale e, sempre solo due giorni prima, sono stati affissi pochi manifestini A4 sulle bacheche del paese e qualche avviso nei  bar.

In particolare, la procedura riguardante il nuovo PUC, avviata dalla precedente Amministrazione Comunale, dopo più di un anno di assoluto silenzio, viene improvvisamente ripresa convocando un consiglio comunale per approvare i (nuovi?) indirizzi programmatici. Nel frattempo, di incontri con i cittadini e con le associazioni di categoria, nonostante le promesse e le rassicurazioni, neanche l’ombra.

Persino la consulta ambientale, voluta dalla stessa amministrazione, e costituita da cittadini particolarmente interessati alle tematiche ambientali e ad uno sviluppo eco-compatibile del nostro territorio, non è stata informata del consiglio comunale, mentre invece, secondo noi, doveva essere coinvolta direttamente anche per la definizione degli indirizzi programmatici.

La consulta per la tutela dell’Ambiente è infatti nata proprio con lo scopo di “ampliare ed arricchire l’informazione sullo stato dell’ambiente nel territorio comunale, migliorare l’utilizzo del territorio, salvaguardare l’ambiente e le risorse naturali, promuovere la sostenibilità e favorire il benessere della comunità”, e dovrebbe quindi rappresentare un’importante sede di confronto e scambio di informazioni tra soggetti aventi scopi di tutela dell’Ambiente e della natura  e l’amministrazione comunale, supportandola fra l’altro, nella tutela e valorizzazione delle risorse naturali, nella salvaguardia della biodiversità, nella mobilità sostenibile, nella difesa del territorio, per il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua e per il risparmio idrico, per il controllo dell’inquinamento acustico ed elettromagnetico e la valorizzazione delle fonti alternative e il risparmio energetico: tutte questioni che certamente vedono nel P.U.C. lo strumento principale per poter essere affrontate.

Allora perché la consulta non è stata coinvolta nella fase, importantissima, di definizione degli indirizzi programmatici del PUC, e nemmeno è stata avvisata dell’imminente consiglio comunale?

E perché non si è pensato a chiedere un supporto neanche per la redazione del “Regolamento per  le  installazione e l’esercizio di impianti  di telefonia e radio telecomunicazione?

Allora questa consulta a che serve?

La consulta, nella visione dei nostri amministratori è nata per dare un effettivo contributo o per altri scopi?

Avevamo criticato la precedente amministrazione per la modalità con cui era stato organizzato il primo incontro pubblico sul nuovo PUC: l’ing. Ferrigni, dopo una breve presentazione delle linee guida del PUC, chiese ai presenti se erano d’accordo con ciò che aveva esposto e se vi erano delle osservazioni. Logicamente in quell’occasione non si pote’  dire molto, in quanto occorreva prima documentarsi.

Ma non è stato possibile iniziare ad esaminare qualche documento se non dopo oltre un anno quando, del tutto casualmente, abbiamo saputo che presso gli uffici comunali “giacevano” da tempo le bozze delle nuove Norme di Attuazione e del nuovo Regolamento Edilizio.

E una volta esaminate quelle Norme di Attuazione restammo sconvolti: erano la brutta copia di quelle di Telese Terme, dove, proprio a causa di quelle norme, la speculazione edilizia ha devastato irreparabilmente un intero territorio!

Comunque ci tranquillizzarono dicendo che, Loro, le avrebbero completamente riviste, e solo dopo un’ampia partecipazione.

Ma il sospetto, e ormai è più di un sospetto, è che pur dovendo adempiere ad una procedura dettata dalle norme che impongono la partecipazione e la condivisione con la cittadinanza, almeno per il PUC, in realtà la partecipazione e il coinvolgimento, per i nostri amministratori, al di là delle dichiarazioni di circostanza, buone per i programmi elettorali, sono in realtà da evitare o limitare al massimo, perché, oggi come ieri, soprattutto su certi argomenti, non ci si vuole confrontare apertamente e si ritiene che si debba e si possa continuare a decidere ben chiusi nel “palazzo”, complice la minoranza che, in questa circostanza, chissà perchè, non ha ritenuto di informare i cittadini di  un’evidente contraddizione della maggioranza consiliare.

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