Manutenzione annuale delle caldaie: Cerreto (solo Cerreto?) non ci sta.

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di Lorenzo Morone . La Provincia di Benevento ha affidato all’ASEA Spa, la riattivazione del servizio di verifica degli impianti termici. Il servizio concerne l’accertamento e il controllo dello stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici di tutti i comuni della provincia di Benevento, esclusa la città capoluogo, in quanto per i comuni con oltre quarantamila abitanti il soggetto responsabile del controllo è il comune stesso. Il termine per la dichiarazione di avvenuta manutenzione per l’annualità 2010 è scaduto il 30 novembre 2010.  Presso tutti i 77 comuni della provincia, è perciò in corso  l’ispezione degli impianti termici. Tale controllo dovrebbe interessare, per legge,  il 5% di tutti gli impianti.

Ma è proprio così?

La delibera della Provincia di Benevento è del 27 febbraio 2008,” in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 Gennaio 1991 n° 10” ed è stata preceduta da un accordo tra le Associazioni rappresentative delle imprese abilitate e utenti del 14.03.2005. Ma le nuove norme, regolate dal  D.L. 22 gennaio 2008, n. 37, sono in vigore dal 27 marzo 2008. Strano. Molto strano.

Il Decreto legislativo 192/2005, che regolamenta i tempi e le modalità delle verifiche degli impianti, stabilisce che: “per gli impianti di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 kW” (quelli condominiali centralizzati, per esempio) i controlli vanno effettuati almeno ogni anno. Gli impianti con potenza inferiore a 35 kW (quasi tutti quelli autonomi di appartamenti) devono essere verificati ogni due anni, qualora “il generatore di calore abbia un’anzianità di installazione superiore a otto anni e per gli impianti dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto (non a tiraggio forzato) installati all’interno di locali abitati”. Per gli altri impianti con potenza inferiore a 35kW, dunque le caldaie con tiraggio forzato e quelle a focolare aperto situate non in locali abitati, il decreto sancisce l’obbligo di controllo addirittura ogni quattro anni.

E’ così, vero? E se è così, perché la nostra provincia obbliga ai controlli annuali? La combustione del gas non è forse quanto di meno inquinante ci sia? Ma vi siete mai trovati dietro a un bus o a un camion a gasolio? Da soli inquinano più di migliaia di caldaie a Gas messe insieme! Chi è il padre delle micidiali polveri sottili PM10?

E perché i controlli, che dovrebbero interessare il 5% degli impianti, vengono invece eseguiti a tappeto, per lo meno in alcuni Comuni tra i quali Cerreto? L’ambiente va forse tutelato a macchia di leopardo in quanto l’inquinamento rispetta i limiti territoriali? Inoltre: l’art. 10 del DM 37/2008 che ha sostituito la “resuscitata” legge 46/90 così recita: “La manutenzione ordinaria degli impianti di cui all’articolo 1 non comporta la redazione del progetto né il rilascio dell’attestazione di collaudo….” ergo il proprietario che effettua solo lavori di ordinaria manutenzione NON è obbligato a chiamare una ditta specializzata che poi DEVE redigere un certificato di conformità.  Ma qualcuno si è lamentato perché, pur avendo un impianto vecchio, gli è stato richiesto il certificato di conformità e la realizzazione di alcuni lavori di adeguamento, tipo il prolungamento del tubo di scarico fino al tetto  o i fori nella cucina. Tra l’altro, se l’impianto è a metano, perché vengono richiesti anche i fori di sfiato in basso, visto che il metano è più leggero dell’aria?

Io non so se ho ragione, posso però affermare con certezza che, per esempio, a Pordenone, città dove le caldaie funzionano più che da noi per ovvi motivi climatici, la pensano come me, per cui le caldaie delle singole abitazioni con  Pn inferiore a 35 kW, vengono controllate ….. e quindi si paga, ogni 4 anni, se con anzianità di installazione inferiore a otto anni, ogni 2 anni se con anzianità di installazione superiore a otto anni.

Sarà perché noi ci teniamo all’ambiente più di loro…ma allora come si spiega che nello studio che Legambiente ha affidato a Il Sole 24 Ore  sull’«Ecosistema urbano» ove sono prese in considerazione le 103 città capoluogo di provincia Pordenone occupa l’ 8° posto, mentre prima occupava il 37°, mentre Benevento è scesa dal 71° all’83° posto? Mistero. Lo so che è una specie di rompicapo,  e personalmente mi trovo in difficoltà perché, come negli altri settori, tra leggi nazionali, regionali, leggi morte e/o resuscitate, circolari ed interpretazioni varie c’è da perderci la testa, ma è così, come tutte le altre cose di questa nostra bella ma complicata Italia. Soprattutto quella del Sud, ove paghiamo, paghiamo…ma i frutti non si vedono mai.  La munnezza in mezzo alle strade  e le letali polveri sottili si! Ma noi siamo così tutori dell’ambiente che controlliamo (e paghiamo) annualmente le caldaie e piantiamo sulle nostre splendide montagne alte  torri eoliche per produrre energia che serve alle loro industrie. Ma come sono buoni al Nord…prima ci hanno liberati, unendoci a loro, poi ci hanno ripagato inviandoci fertilizzanti prodotti con i residui tossici delle industrie costruite con il sudore dei nostri avi, poi, con i proventi da riciclare…pardon, investire, ci regalano i Parchi eolici, non potendoli mettere su da loro perché…al nord mica c’è vento!    Che dite, ce ne andiamo al nord?

Buone Feste a tutti.

Lorenzo Morone

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