Dibattito sulla pedofilia a Cerreto: la relazione di Alberto Senatore

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di Alberto Senatore. Gentile  Redazione VIVITELESE  nel ringraziarvi per la vostra disponibilità, vi invio la relazione che è servita da piattorma al mio intervento nel dibattito sulla pedofilia clericale a Cerreto Sannita – BN.  Il dibattito ha avuto un successo particolare, poichè si è svolto nel centro di Cerreto, che è la sede Arcivescovile.  Nota dolente, anche se prevedibile, l’assenza e il silenzio del Vescovo De Rosa.

Cordialmente,   Alberto Senatore.
Giffoni Valle Piana –  04 dicembre 2010


Relazione : PEDOFILIA CLERICALE:  REATO  O  PECCATO ?  Relatore : Alberto Senatore –  Portavoce Associazione Antipedofilia   “ il piccolo Davide ”CERRETO  SANNITA  27 NOVEMBRE   2010  –  Palazzo del Genio     Incontro dibattito:  Diamo Scacco alla Pedofilia.

“ Ai più bassi livelli della politica e al più alto livello della spiritualità  il silenzio non aiuta mai la vittima, il silenzio aiuta sempre l’aggressore ”. ELIE WIESEL,  Premio Nobel per la Pace nel 1986.

1 CHE COSA E’ LA PEDOFILIA ? L’inclinazione e l’attrazione sessuale di un adulto verso un bambino. La persona adulta che attua o tenta di attuare questa attrazione viene definita PEDOFILO.

2 COME VIENE CLASSIFICATA DALLO STATO ITALIANO LA PEDOFILIA  ?

REATO =   Azione commessa in violazione di una norma penale.

3 COME  VIENE  PUNITA  LA PEDOFILIA  DALLO  STATO  ITALIANO     ?

Applicando il codice penale. Il rapporto sessuale di un adulto con un minore viene definito VIOLENZA SESSUALE,  ed è punito dal CODICE PENALE, in base all’art 609 bis e commi successivi. 609 bis Violenza sessuale : Chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

4 COME VIENE CLASSIFICATA LA PEDOFILIA DALLO STATO VATICANO  ? PECCATO   =   Secondo la dottrina della chiesa cattolica una violazione volontaria della legge di Dio.

5 QUALE  E’  LA  DEFINIZIONE   SPIRITUALE   DEL  PECCATO ? In  greco HAMARTIA =  Perdere o vagare dal percorso di integrità ed onore, sbagliare, peccare.

Mancare il bersaglio, fare una cosa sbagliata, distaccarsi dalla legge di Dio.

6 IN CHE  MODO LA  CHIESA  CATTOLICA  AFFRONTA   LA PEDOFILIA  NEL  SUO INTERNO    ? Basandosi sulle norme stabilite dal loro regolamento interno e contenute nel Codice di Diritto Canonico

CODICE DI DIRITTO CANONICO  –  Titolo III  –  Capitolo III   –  Obblighi e diritti dei chierici   – can.  277: § 1.                  I chierici sono tenuti all’obbligo di osservare la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli, perciò sono vincolati al celibato che è un dono particolare di Dio ….

§ 2.    I chierici si comportino con la dovuta prudenza nei rapporti con persone la cui familiarità   può  mettere  in pericolo l’obbligo della continenza oppure suscitare lo scandalo dei fedeli

7 IN CHE MODO LA CHIESA CATTOLICA PUNISCE I SUOI PRETI  PEDOFILI ? Basandosi e applicando tali norme.

CODICE di  DIRITTO  CANONICO Parte  II   Titolo  ILe pene per i singoli delitti. Can. 1395

§ 1.  Il chierico concubinario, e il chierico che permanga scandalosamente in un altro peccato esterno contro il sesto precetto del Decalogo (  NON  COMMETTERE  ATTI  IMPURI  ) se invero il delitto sia stato compiuto con violenza, o minacce, o pubblicamente, o con un minore al di sotto dei 16 anni, sia punito con giuste pene, non esclusa la dismissione dello stato clericale, se il caso lo comporti.

8 IN CHE CONSISTONO QUESTE GIUSTE PENE  ? Nella confessione del peccato ad un diretto superiore e nell’espiazione della colpa mediante:  Rinunce,  Sacrifici,  Penitenze,  Privazioni, Offerte, Preghiere, Mea Culpa, Atti di Dolore.

9 CHI DECIDE IL TIPO DI PENA DA APPLICARE AL PEDOFILO  REO  CONFESSO   ? La scelta del tipo di terapia da applicare e la durata della pena da espiare viene decisa e inflitta dal diretto superiore del prete reo confesso. Quasi sempre, onde evitare lo scandalo dei fedeli o peggio ancora la reazione violenta dei familiari della vittima, il prete abusante viene trasferito. Nei casi in cui l’abuso viene alla ribalta, si prende anche in considerazione l’ipotesi “ della dismissione dello stato clericale ”.

Il tutto nella massima riservatezza e segretezza. Riservatezza verso l’esterno, ma dovendo seguire le direttive interne, il confessore del prete reo confesso è obbligato  ad informare il suo diretto superiore. Il sistema consigliato è  “ mediante la personale confessione ”, in modo tale da non tradire il segreto del confessionale e contemporaneamente avvisare dell’avvenuto abuso.  L’ipotesi di avvisare le autorità civili non è proprio presa in considerazione, poiché arbitrariamente, basandosi su un testo biblico, rivendicano il diritto ad un giudizio prettamente interno alla loro organizzazione religiosa.

Ma anche quel testo, da loro male interpretato, evidenzia la tendenza all’insabbiamento. Il testo in questione si trova nella 1 lettera di San Paolo ai Corinzi  6: 4 – 6

Se dunque avete liti per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente senza autorità nella Chiesa ? Lo dico per vostra vergogna ! Cosicché non vi sarebbe proprio nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra fratello e fratello ? No, anzi, un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello e per di più davanti a infedeli !

Sulla perversione di questo testo, il confessore del prete reo confesso di abuso sessuale ai danni di minori, si sente autorizzato a non denunciare l’abusante alle autorità civili ma solamente al suo superiore.

Ma è proprio la Bibbia,  il Codice Spirituale per eccellenza, che invita a rivolgersi alle autorità civili e militari. Dalla Lettera di San Paolo ai Romani cap 13: 1 – 5

Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio.  Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.  I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l’autorità? Fa’ il bene e ne avrai lode,  poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male.  Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza.

Quindi nella mentalità del prete cattolico romano, il concetto rapporto sessuale con minori non è abbinato ad un reato perseguibile dall’autorità civile, ma è abbinato ad un  peccato punibile solo dalla Chiesa cattolica, mediante le giuste pene. Questa mentalità è il concime che alimenta e moltiplica la ripetizione degli abusi.

A conferma di questa realtà, le varie dichiarazioni dei preti abusanti, che candidamente ammettono:

“  Non pensavo fosse un reato, credevo fosse solamente un peccato ! ”

Probabilmente è con questa idea nella mente che in Irlanda, padre Noel Reynolds, da solo è riuscito a violentare più di cento bambini, nelle otto parrocchie dove ha esercitato il suo onorato ministero.

Probabilmente è la stessa idea che alimentava la libidine e la depravazione di padre Lawrence  Murphy, che negli Stati Uniti  sembra abbia stabilito un record di bambini abusati, oltre duecento, tra i quali 120  sordomuti.

Con questa mentalità, padre  Murphy, il pedofilo seriale, candidamente dichiarò: “ Sono un prete debole … subito dopo pregavo e mi confessavo ”. Murphy giustifica la sua depravazione chiamandola debolezza umana, e da prete pentito, dichiara che dopo gli abusi, lui si metteva in regola applicando le sanzioni previste del Diritto Canonico: le giuste pene e la confessione.  Questa è una mentalità criminale, favorita e maturata in un ambiente omertoso.

CRIMINE   = Azione delittuosa, delitto particolarmente efferato, commesso con inumana ferocia e crudeltà.

OMERTA’  = solidale intesa che vincola i membri di uno stesso gruppo, alla protezione vicendevole,  tacendo o mascherando ogni indizio utile per l’individuazione del colpevole del reato. Forma di solidarietà specialmente della malavita, per cui si ostacola la ricerca e la punizione   dell’autore di un reato.

10 QUALI  FATTORI  HANNO  FAVORITO  IL DIFFONDERSI  PRIMA  E  IL RADICARSI         POI  DI  QUESTA  MENTALITA’ CRIMINALE   ?

Il fattore principale è la superficialità della Chiesa che, nell’affrontare il problema, lo ha sottovalutato e  di conseguenza non ha reagito adeguatamente; praticamente ha sbagliato strategia.

A conferma di ciò, le ultime dichiarazioni del Papa BENEDETTO  XVI. Ratzinger nel libro intervista “ Luce del mondo ” appena uscito nelle librerie, ammonisce che è il momento di recuperare “ il diritto e la necessità della pena ” dopo che negli anni Sessanta era emersa la convinzione che la   Chiesa non dovesse punire. Ratzinger specifica che in quel periodo “ dominava la convinzione che la chiesa non dovesse essere una Chiesa di diritto ma una Chiesa d’amore; che non dovesse punire ”.  BENEDETTO  XVI  aggiunge : “ nel passato c’è stata un’alterazione della coscienza per cui è subentrato un oscuramento del diritto  e della necessità della pena.”

RATZINGER ammette che c’è stato un oscurantismo provocato da un’alterazione della coscienza;  ma la coscienza di chi è stata oscurata,  dei preti che commettevano gli abusi o di coloro che venendo a conoscenza degli abusi hanno omesso la vigilanza e la denuncia ?

Dopo la tolleranza zero, cioè l’impegno di non tollerare assolutamente la pedofilia nella Sua Chiesa,  RATZINGER  adesso ammette che bisogna recuperare il diritto e la necessità della pena. Un’alterazione della coscienza sicuramente favorita  dal   Crimen  sollicitationis, un documento redatto nel 1962 dal cardinal Alfredo Ottaviani e firmato da Papa Giovanni XXIII, nel quale si stabilivano le procedure da seguire nei casi di abuso sessuale.

Praticamente si stabilì il modo per  Oscurare le coscienze ed Occultare gli abusi..

11   COSA DOVREBBE  FARE ADESSO  LA CHIESA CATTOLICA PER RECUPERARE   IL DIRITTO E LA NECESSITA’  DELLA PENA SUGLI ABUSI  SESSUALI  ?

A riguardo l’Associazione il piccolo Davide consiglia quattro punti di riflessione alla Chiesa Cattolica :

1  CAMBIARE MENTALITA’ Stabilire innanzitutto che la pedofilia clericale è contemporaneamente  un reato e un peccato,le pene civili vengono stabilite dallo Stato Italiano. per questo, essendo la violazione di due codici, penale e canonico, di conseguenze prevede due pene. Le pene canoniche vengono stabilite dalla Chiesa,

2  MATERIALIZZARE  LE CONSEGUENZE  PENALI  PER  I  PEDOFILI

Non limitarsi troppo alla spiritualizzazione della questione pedofilia clericale,  minacciando, i preti pedofili di una ipotetica tremenda punizione:  la condanna eterna nell’inferno!, ma prospettare la punizione immediata, prevista dal Codice Penale in vigore nello Stato Italiano cioè la reclusione in carcere, dai cinque ai dieci anni.

3 COLLABORARE  CON  LO  STATO  ITALIANO

Riconoscere nello Stato Italiano l’autorità giuridica primaria e assoluta per la tutela di tutti i minori che sono stati abusati dai sacerdoti cattolici, sul territorio italiano. Offrire piena collaborazione agli investigatori e alla magistratura,  di conseguenza evitare ogni atteggiamento contrario all’individuazione, localizzazione, cattura, giudizio e punizione da parte dell’autorità giudiziarie competenti.

4 COMBATTERE  L’OMERTA’  NEL  SUO  INTERNO.

Essere perseveranti e coerenti nel seguire la linea della tolleranza zero tracciata da Papa Ratzinger, denunciando      alla magistratura ogni eventuale tentativo di omissione o insabbiamento proveniente dal suo interno.

“ Ai più bassi livelli della politica e al più alto livello della spiritualità  il silenzio non aiuta mai la vittima, il silenzio aiuta sempre l’aggressore ”.

Grazie.

Alberto Senatore –   Cerreto Sannita,  27 novembre 2010.

1 commento

  1. Nessuna lobby di alcun tipo arriva a pretendere un’immunità così accentuata. Non c’è scandalo oppure omicidio che non permetta ai comandanti ekklesiastici di rimanere in carica. È ora di dire basta all’esercito dei pedofili della Santa Sede. Se un prete violenta un minore deve essere sbattuto in galera e le chiavi buttate nell’inferno dei cattolici, affinché la cosa non si ripeta più, contro altre fresche e tenere vittime. Pertanto il monsignore pedofilo va destituito dal suo incarico religioso e giudicato per direttissima, secondo le leggi dello stato nel quale il grave reato è stato commesso. Guai all’accondiscendenza coi criminali che spostano in un’altra parrocchia o in un eremo chi si è macchiato di siffatti delitti. Altrimenti, pure i cittadini comuni accusati di pedofilia dovrebbero essere trattati allo stesso modo. Ma questo non accade. Il dio dei cattolici adopera sempre due pesi e due misure. È sempre stato razzista!

    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini,

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