Schizofrenia al potere

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di Giovanni Pio Marenna. L’abbandono dell’aula consiliare da parte di quel che resta di una maggioranza ormai sul viale del tramonto, dopo il terzo punto all’ordine del giorno, tra l’altro su questioni proposte da loro, è la dimostrazione evidente che i 5 consiglieri comunali più il sindaco rimasti in amministrazione, oltre ad aver perso la bussola con affermazioni scellerate e fuori controllo, non vogliono alcun confronto di idee (tranne se non sono le loro ovviamente), non accettano alcun dialogo (e chi non la pensa come loro non è degno di svolgere il ruolo di consigliere comunale), non tollerano che ci possano essere altri punti di vista rispettabili con cui raffrontarsi (e chi la pensa diversamente dal sindaco e dai suoi seguaci non ha senso di responsabilità). Come se loro fossero i portatori di verità assolute.

Tutto ciò che viene pensato e detto al di fuori della loro orbita deve essere bollato come eretico, marchiato come infedele, fatto passare come irresponsabile. Insomma, siamo alle solite: se la cantano e se la suonano, s’incensano con arroganza (di cosa s’incensano, poi, visto che il paese sta andando a rotoli?!) non ritenendo i punti di vista degli altri all’altezza dei loro, che, in verità, ci hanno portato davvero molto molto lontano.

Sì, lontano dall’ospedale, dalla realizzazione di lavori pubblici, lontanissimo dai finanziamenti che contano, dall’incremento di occupazione, dal potenziamento del turismo. Insomma lontano anni luce da qualunque cosa ricordi minimamente una programmazione decente per Cerreto. Preferiscono, quindi, discutere tra loro. E così capita in Consiglio che mentre uno di loro, scodinzolando, esponga un argomento, il sindaco faccia da ventriloquo suggeritore (non sia mai che le marionette si dimentichino il copione da recitare).

E’ inconcepibile e lontano da ogni logica democratica e civile che, avere idee diverse dal sindaco e i suoi su temi importanti, come l’ambiente e i mutui, potesse scatenare delle ingiurie paradossali da parte del sindaco, oltre alle sue solite sceneggiate dove tenta di passare per vittima, e delle ripetizioni pappagallesche da parte degli “utili idioti”, oltre ai loro inutili tentativi di giustificare, arrampicandosi sugli specchi, le in-capacità gestionali di quest’amministrazione, e di applaudire quando per esempio il primo cittadino afferma di aver favorito personalmente delle persone per farle lavorare (evidentemente nessuno gli ha spiegato che questa era una delle logiche di Tangentopoli) .

Insomma abbiamo capito, e i cittadini se ne facciano una ragione, che avere idee diverse a Cerreto Sannita, unico esempio in uno Stato repubblicano di città dove vige un’inedita monarchia e un particolare regime di terrorismo psicologico, è una colpa di cui non ci si può macchiare. Una sorta di lesa maestà al manovratore. Che, nel frattempo, non perde occasione per dirci che o si fa come dice lui oppure non si hanno a cuore gli interessi di Cerreto.

Freud avrebbe fatto soldi a palate per studiare questi strani casi di schizofrenia al potere. Quella che produce deliri di onnipotenza, tanto da far affermare che l’unica proposta responsabile è la loro e basta. Quella che li erge a paladini di Cerreto, così tanto paladini che hanno finito per affossarlo. Quella che gli dà la convinzione astratta non solo di stare lavorando bene, ma anche di aver ideato un progetto sensato. Senza avere né l’umiltà di farsi un serio esame di coscienza, né di voler ammettere che non solo non c’è niente di politicamente sensato, ma anche che in realtà in questi 18 mesi non si è visto uno straccio di disegno strategico, di linea guida. Avevamo ragione noi!

L’altra sera come un pugile suonato, il sindaco, capace di mettere in piedi una pessima gestione amministrativa ed incapace di mantenere la propria maggioranza, ha lasciato il ring. Forse è ora per lui di appendere definitivamente i guantoni al chiodo.

GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA “DA SEMPRE PER CERRETO”
(i consiglieri comunali Roberto Stanziano, Sebastiano Ricci, Rocco Corvaglia,
Giovanni Pio Marenna e Giuseppe Fappiano)

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