Nel Volturno una iper cozza lunga 20 cm, di oltre mezzo chilo

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di Giuseppe Sangiovanni E’ rimasto basito, senza parole, il quindicenne  casertano  che- durante una tranquilla e rilassante  battuta di pesca,  ha trovato una grande cozza (nella foto, notare le proporzioni in base alla mano). Mai  aveva visto nulla di simile.  Si è stropicciato gli occhi, poi,  si è chinato per raccogliere l’enorme mitile. Oltre dieci volte più grande di una normale cozza. Lunga 20 cm, larga dieci, spessore e diametro da guinness. Cinquecentoventi grammi, il peso.

Numeri  eccezionali, considerando le normali misure e peso di una comune cozza. Ha subito pensato di aver trovato una “mostruosa e inquietante  creatura”, sviluppatasi a dismisura nelle acque, non proprio limpide  del fiume Volturno. Dopo qualche ora,  Internet ha svelato l’arcano.

Trattasi di  bivalve(conchiglia di mollusco formata da due valve unite a un’estremità) di acqua dolce , denominata Anodonta. Oltre a essere di acqua salata, il mollusco è anche di acqua dolce. Paradossalmente,  è  anche indicatore della salubrità delle acque. Cozza di fiume, che, però a differenza di quelle di mare, oltre alle dimensioni ,non ha filamenti che servono per farla rimanere attaccata al fondo o allo scoglio. Le valve presentano all’esterno un colore brunastro con delle variegature verde oliva, mentre all’interno hanno un colore madreperlaceo.

La parte carnosa si presenta di colore giallo rosato. A differenza delle tipiche cozze di mare, quelle di fiume sono dotate di mobilità e si trovano sulla superficie dei fondali limosi del fiume oppure sulle rive di tali fondali, annidate tra i ciuffi di radici dei salici che sporgono direttamente nell’acqua. Questo tipo di  mitile fluviale può essere mangiato da solo o utilizzato per preparare ottimi sughi. Il quindicenne, però, ha avuto timore e non l’ha mangiato.

Giuseppe Sangiovanni

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