Da italiani a Terroni

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di Michele Palmieri. C’è stato un tempo in cui il sud era una terra progredita, unita e forte a discapito degli altri regni sparsi per la penisola la cui economia era fragile e i loro governi pensavano più a difenderne i confini che a pensare al benessere comune. C’è stato un altro periodo storico ben delineato che va dal 1861 al 1873 in cui il sud venne letteralmente smantellato,massacrato e costretto o ad emigrare oppure a darsi alla macchia. In quegli anni assisteremo ad una vera diaspora del popolo meridionale che cercherà oltre i propri confini che sono diventati ormai nazionali quella libertà e quella dignità che fino ad allora gli era stata tolta per sempre.

Sapete mi sono chiesto tante e tante volte perché la mia gente e la mia terra avesse smesso di lottare e non reagiva ai montanti degli insulti e delle insolenze che riceveva. La risposta che mi sono dato è che la mia gente era stanca di dover morire e soffrire per qualcosa che non sarebbe mai più tornata,si era rassegnata al fatto che il suo destino era ed è quello che hanno scritto gli altri per lei.

Già da bambino avevo sentito delle barbarie che aveva subito ed ero affascinato a quella lotta tra guardie nazionali e briganti che non smise per 12 anni, un’eterna guardia e ladri che ovviamente a me risultava un gioco. A dirla tutta a me i briganti erano stati simpatici fin dal principio, me ne infischiavo che venissero considerati fuori legge io li immaginavo come dei Robin Hood moderni che abitavano la mia foresta le mie montagne come quella leggendaria di Scherwood.

Si sa crescendo l’interesse aumenta ed ecco che si inizia ad avere passione una passione sconfinata verso la conoscenza del proprio territorio e si iniziano a divorare libri su libri. Svelati gli arcani, inizi a capirne di più scopri che i briganti in realtà erano per la maggior parte ex soldati del regno Borbonico e che non solo vivevano nella mia terra ma erano sparsi in decine di bande per tutta la parte inferiore della penisola.

Incominciai a leggere che la loro fu una vera e propria guerra combattuta con astuzia e furbizia

(infondo come si dice scarpe grosse e cervello fino),con atti di guerriglia che intimidivano l’avversario già in balia delle difficoltà geografiche di terre impervie e mal conosciute.

Ma torniamo a qualche anno prima:

Napoli capitale del regno delle due Sicilie, gli scritti del tempo la descrivono come una delle città insieme a Londra e Parigi più acculturate dell’epoca, moderna con un sistema civile impeccabile e un modello economico(lo riconobbe lo stesso emissario di Cavour “come mirabile organismo economico” e propose di copiarlo), qui cade già il primo stereotipo di quella burocrazia borbonica creata per screditarne l’efficienza.

Una cosa concedetemela, sapevate che il governo dei Savoia per anni cercò una terra sperduta per deportarci i meridionali e ammazzarli sterminarli lontano da occhi e voci che avrebbero potuto spifferare qualcosa? Avete capito BENE! Una sorta di gulag ,di campi di sterminio, di pulizia etnica; un po’ come le riserve indiane e lo schiavismo americano tardo ottocentesco.

Avevano un progetto chiaro distruggere il terzo regno più industrializzato del mondo e impossessarsi di tutto ciò fosse prezioso ecco lo scopo Nobile e Altruistico che portò all’Unità d’Italia. Persino Garibaldi parlò di <<roba da cloaca>> per le barbarie e le intemperanze che il popolo borbonico dovette subire.

Diciamola tutta noi al nord andavamo giù come gli Ebrei per Hitler e cioè: per niente, infatti paragonare la questione meridionale(come venne denominata all’epoca) non è esagerato:

un milione i meridionali sterminati circa 15/18 milioni quelli che dovettero emigrare.

Ovviamente si sa che la storia la scrivono i vincitori ed ecco che ancora dopo 150 anni tutto tace tutto è nascosto eppure un paese venne costretto a cedere anzi venne derubato e costretto all’immobilismo ancora oggi con leggi che non fanno altro che avvantaggiare creando ovviamente un distacco e un vantaggio sempre più enorme coloro i quali avevano rubato.

È proprio li che nasce il divario tra Nord e Sud è li che la società borghese oziante e senza scrupoli prende il sopravvento sugli ormai poveri contadini e industriali del sud.

Sapete si parla di vere e proprie aziende smantellate e rimontate a nord il cosiddetto odierno triangolo industriale. Ecco svelato un altro stereotipo non è il sud immobile e ozioso ma si è voluto farlo diventare e quando per secoli fai tutto per dimostrare e renderlo così nessuno andrà a capirne più le ragioni : tanto è così da sempre.(furbi)

Per decenni venne applicata la politica economica del dissanguamento, ve la spiego subito:

i meridionali dovevano praticamente pagare più tasse di quelli del nord; ma come non solo ci avete rubato tutto ora ci togliete anche quel poco che ci è rimasto? Ebbene si!

I briganti nacquero per questo per difendere ciò che fino ad allora il popolo meridionale si era costruito e pian piano gli veniva tolto con ogni mezzo.

Questa invasione barbarica perché solo così posso definirla che portò con se un’ondata di saccheggi e morte costrinse quindi il popolo meridionale a reagire. Abbiamo anche nella nostra terra luoghi simbolo di quei massacri Pontelandolfo e Casalduni dove non rimase pietra su pietra e molti abitanti arseso vivi nelle loro abitazioni, arrivarono perfino a Cerreto Sannita dove molte famiglie si erano rifugiate.

Ditemi come non si può impugnare un’arma anche se solo per vendetta e darsi alla macchia per far pagare i torti subiti?(tralascio le sevizie le fucilazioni di massa le torture e i furti di ogni genere che l’esercito piemontese di Cialdini e company hanno commesso)

Fa male però tutt’ora sapere che almeno i responsabili degli eccidi nazisti hanno pagato con il carcere le loro mattanze mentre ai soldati piemontesi venivano distribuiti croci d’onore e tutt’ora nessuno di loro ha mai pagato e mai lo farà.

Non abbiamo più identità perché la nostra ce l’hanno ammazzata in quegli anni.

Ci abbiamo rimesso in tutto e continuiamo a farlo certo anche noi abbiamo i nostri difetti i nostri sbagli ma i baroni furono traditi dalla visione di nuovi favori e ricchezze e i poveri dall’agognata libertà promessa che mai arrivò. Erano state queste le basi che i traditori mandati dal nord a dividere il regno usavano per dissuadere ricchi e i meno abbienti.

A livello economico fummo depredati come depredato fu l’oro del banco di Napoli.

La Campania da sola aveva il PIL intero superiore a quello del Piemonte della Lombardia e del Veneto messi insieme in poche parole: era la regione più ricca.

È vero a strade e ferrovie eravamo scarsini ma si stava provvedendo perché fino ad allora erano privilegiate altre forme di spostamenti, e c’è da dire che Francesco II elargiva per ricerca e sviluppo i fondi dal proprio patrimonio personale,basti pensare anche alle numerose leggi sul welfare introdotte dai Borboni che tendevano più al benessere popolare che all’allestimento di eserciti e flotte .

In pratica nel 1861 e negli anni successivi il sud sborsò la modica cifra di 270miliardi di euro(odierni), che dovettero servire a pagare il debito pubblico di scelte scellerate del Piemonte e a risollevare l’economia del nord, e nell’investimento annuale del regno Sabaudo al sud torneranno poche migliaia di lire..(circa 390 mila lire)

Insomma un vero e proprio salasso voluto e studiato a tavolino.

In definitiva al sud si investe meno ma in compenso le tasse sono altissime; al nord si investe praticamente tutto e i benefici fiscali e le tasse sono per i primi moltissimi per i secondi bassissime.

Ecco come dal 1860 al 1998 è cresciuto il divario nord sud e come si è evoluto negli anni.

Ecco come i piani d’investimento per il mezzogiorno furono depredati da aziende del nord che costruivano con i fondi e poi chiudevano lasciando a noi mostri di cemento mai utilizzati, ecco come è iniziato il divario scolastico tra nord e sud dove nel primo tutto era controllato monitorato e funzionante mentre nel secondo era abbandonato e fatiscente come i luoghi nei quali l’insegnamento avveniva.

Diciamolo la colpa non è nostra ma dei Bossi dei Calderoni dei Borghezio dei Maroni dei Cota delle Gelmini dei Tremonti dei Castelli che li hanno preceduti, loro non fanno altro che seguirne le orme. Mai parole scritte da A.Gramsci furono più vere:“La miseria del mezzogiorno era inspiegabile per le masse popolari del nord, esse non capivano che l’Unità non è avvenuta su basi di uguaglianza, ma come egemonia del Nord sul Mezzogiorno.”

Oggi questo si tramuta in poca/nulla offerta lavorativa per i giovani,tassi di corruzione altissimi perché importata dall’allora Giolitti con i suoi patti di stabilità tra governo mafia e camorra(tutto perché li il governo non aveva intenzione di starci, ci avevano dati in deroga subaffittati),ad un clientelismo spregiudicato alla fuga di capacità intellettuali forze lavoro ecc ecc.

Tra pochi mesi festeggeremo questa mai così controversa e dai nostri avi non voluta Unità,

ora siamo Italiani ma di certo non dimentico i forza Etna o i Vesuvio pensaci tu, gli innumerevoli AFRICANO, TERRONE, FALLITI e file e file di appellativi che ci sono stati accostati, e credo che chiedere di riavere la dignità di riavere le possibilità che ci sono state tolte con la forza sia un diritto

perché abbiamo pagato fin troppo. Per troppo tempo abbiamo chinato la testa ci siamo fatti offendere da chi? Da quei lombardi che i Francesi definivano “codardi e incapaci”? leggete i nomi di chi nella prima guerra mondiale ha difeso i confini vedrete che il 70% delle vittime è meridionale come meridionale è la maggioranza attuale delle forze armate.

Abbiamo pagato con tutto anche con il troppo sangue la disparità che voi stessi avete creato.

Io non mi aspetto risarcimenti monetari o il ritorno delle immondizie radioattive al nord(da dove provengono),ma di dignità e di chiarezza non solo per il luogo in cui sono nato ma per tutte quelle persone che in nome del tricolore anche se imposto hanno pagato con la vita i soprusi di chi ora dopo che si è accresciuto ci ha messi in ginocchio ci ha tolto la libertà ci sputa sopra…

Caro Bossi, cari Padani l’Italia unita l’avete voluta per rimettervi in carreggiata ora la tradite perché per voi siamo un peso.. Beh a noi nessuno ci ha chiesto nulla per tanto tempo anche se da dire avevamo tanto e ora voi rivendicate in nome della razza pura Padana la stessa razza che senza di noi si sarebbe estinta tanti anni fa. SCUSATE SE FORSE SONO PIÙ ITALIANO DI VOI,INFONDO IL NOME ITALIAE VENNE DATO ALLA MAGNA GRECIA.(ma forse anche i Greci erano TERRONI).

Cara Italia  regalaci la dignità regalaci quel seme d’identità che ci è stato strappato tanto tempo fa.

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