100° anniversario della nascita beata Teresa di Calcutta

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Segnalazione di Lia Buono. Nota di S.E. Cardinal Crescenzio Sepe  per il 100° Anniversario della nascita beata Teresa di Calcutta cattedrale – 6 Settembre 2010  alla presenza del Console On. Avv. Claudio Panarella d’Albania


Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché ho avuto fame, sete, ero forestiero, nudo, malato, carcerato, e mi avete dato da mangiare, da bere, mi avete visitato e accolto”.

Queste parole il Signore ha rivolto a Madre Teresa quando la chiamò a sé da questa terra la sera del 5 Settembre 1997 (13 anni fa). Ne siamo certi perché la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità della sua vita dichiarandola beata.

Ma oggi noi rendiamo grazie al Signore perché ricordiamo la sua nascita terrena, avvenuta cento anni fa.

100 anni di storia di una donna umile e semplice dei nostri giorni. Donna vera, autentica che con la sua esistenza ha dimostrato che, in un mondo pieno di egoismo e sfruttamento , è possibile testimoniare la fede in Cristo, praticare la carità, rendere concreta la speranza.

Agnese Gonxhe Bojaxhiu, che in lingua albanese significa “bocciolo di rosa”, la futura Madre Teresa, nacque il 26 agosto 1910 a Üsküb, oggi Skopje, capitale della Macedonia. Fu la più giovane di tre figli di Nikollë e Drurca.

Affascinata dalle vite dei missionari gesuiti nel Bengala, che scrivevano in parrocchia raccontando le loro esperienze pastorali, a 18 anni lasciò la casa paterna per entrare nella Congregazione delle Suore di Loreto che operavano a Calcutta. Dopo un breve periodo in Irlanda per imparare l’inglese, nel 1929 giunse a Calcutta, dove emise i voti temporanei nel 1931 e quelli perpetui nel 1937, assumendo il nome di Teresa, in onore di Teresa di Lisieux, la patrona delle missioni. 2

Nel 1946, mentre da Calcutta viaggiava in treno per andare a Darjeeling per gli esercizi spirituali, ricevette quella che lei stessa definì “la chiamata nella chiamata”. Si trattò di una ispirazione di Dio che la invitava a lasciare la Congregazione di Loreto per cominciare un’opera propria: fu il “Giorno dell’Ispirazione”, che diede inizio alla famiglia delle Missionarie della Carità. Il contesto dell’Ispirazione le fu subito chiaro: “Per saziare la sete infinita di Gesù sulla Croce per l’amore delle anime, lavorando per la salvezza e la santificazione dei più poveri dei poveri”, seguendo Gesù fino ai bassifondi di Calcutta, vivendo in mezzo a loro. Oggi, a 60 anni dalla fondazione esistono diciannove istituti, con 5000 suore in più di 130 Paesi. La prima casa in Europa fu aperta nel 1968, a Tor Fiscale, un quartiere periferico di Roma, dove le Suore abitarono in una baracca, proprio come le persone che assistevano. Ho avuto la gioia di essere stato invitato personalmente da Madre Teresa per presiedere la cerimonia della professione dei voti nella comunità di Tor Fiscale, come pure ricordo le diverse visite che Madre Teresa mi ha fatto a Propaganda Fide. Mi ha sempre impressionato la sua disarmante semplicità e la profonda umiltà. Conservo ancora le medagliette che mi lasciava ogni volta che ci incontravamo.

Il Signore ha voluto che questa umile e fragile donna fosse amata e stimata da tutte le più alte autorità della terra, a iniziare da Papa Pio XII fino a Giovanni Paolo II, che l’ha stimata ed accolta con particolare predilezione. Ma anche Capi di Stato e Rappresentanti delle altre confessioni religiose, ricevendo riconoscimenti e onori. Tutto accettava per dare gloria a Dio e per aiutare i più poveri dei poveri. Perché Madre Teresa è stata sempre e solo la missionaria di Cristo e la testimone del suo amore presso coloro che avevano perduto tutto, materialmente e spiritualmente, finanche la propria dignità di essere uomini.

Dio l’ha scelta come sua “piccola matita” per scrivere anche nel nostro tempo, frantumati, egoista e materializzato, una delle più belle pagine dell’amore, della giustizia e della solidarietà cristiana e umana. In questa straordinaria opera di grazia, Ella si è sempre affidata non alla potenza economica o politica degli uomini, ma alla Provvidenza 3

di quel Dio che, incarnandosi, si è fatto uno di noi e ci ha promesso la sua vicinanza e la sua continua assistenza.

È questo l’esempio di santità e l’eredità spirituale che la Beata ha lasciato alla Chiesa e, in particolare, a tutte le figlie e i figli che ancora oggi la seguono più da vicino per le strade del mondo.

Anche qui a Napoli, le sorelle cosiddette di Madre Teresa , seminano a larghe mani, nel silenzio, nelle difficoltà proprie del nostro territorio, ma nella gioia e nella donazione senza riserve, lo spirito e il carisma della loro beata fondatrice.

In questa celebrazione, desidero ringraziarle, a nome anche della nostra Diocesi, per la testimonianza di amore che ci offrono, incitandole a continuare a spargere a piene mani la loro carità, soprattutto ai tanti poveri e abbandonati, ai tanti disprezzati, dimenticati, affranti e umiliati che vivono nel nostro territorio e nel mondo intero. Questi poveri tra i più poveri chiedono di dare loro il pane della vita e l’acqua della salvezza. Come Cristo, ripetono: ho fame, ho sete, sono in carcere, sono disoccupato, non ho casa, non ho cibo per sfamare i miei figli. A questo loro grido voi, care sorelle, rispondete dando loro quello che la Provvidenza vi dona, ma soprattutto un sorriso, un’amicizia, una speranza e, in primo luogo, un cuore grande, ricco di amore, come quello della Beata Teresa di Calcutta.

Facciamo nostra la preghiera che ella rivolgeva spesso a Gesù e a Maria: “Gesù presente nel mio cuore, Ti adoro e Ti amo!”; “Nel nome di Gesù e per amore di Gesù e perché ha detto “qualunque cosa chiederete in nome mio vi sarà data”, dammi la grazia di amare Te solo; la grazia che il mio cuore sia il cuore di Gesù, mite e umile”. E , rivolgendosi alla Madre di Dio, pregava: “Maria, Madre Santissima, dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, così pieno di amore e di umiltà, affinché io possa ricevere Gesù come tu hai fatto e andare con prontezza a donarlo agli altri”.

La Beata Teresa di Calcutta ci protegga e ci assista.

E ’A Maronna v’accumpagna

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