T.A.R.S.U./T.I.A. – P.R.G.R.U. (un gioco da ragazzi che dovrebbe coinvolgere tutti)

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di Pierluigi Santillo. Cittadini in Movimento laboratorio di cittadinanza attiva.  In questi giorni i cittadini di San Salvatore Telesino stanno ricevendo le richieste di pagamento relative alla Tassa Rifiuti Solidi Urbani (TARSU) dell’anno 2009.

Dopo il già consistente aumento “subito” lo scorso anno, c’è un ulteriore incremento della tassa del 23%: in due anni è quasi raddoppiata!

E’ inutile ora discutere delle responsabilità ed omissioni che hanno portato all’attuale situazione di emergenza [1] mentre l’imminente “ri-avvio” del servizio di raccolta differenziata nel nostro comune chiama ancora una volta noi cittadini a fare la “nostra parte”.

Siamo certi che ci sarà piena collaborazione dei cittadini di San Salvatore Telesino che, pur giustamente  indispettiti per le cartelle di pagamento della tassa rifiuti del 2009 (recapitate, con singolare coincidenza, proprio in questi giorni), sono consapevoli della loro responsabilità individuale, e riprenderanno fiduciosi a separare l’umido, la carta, la plastica, il vetro, ecc. dall’indifferenziato.

Infatti, sappiamo che conferire meno rifiuti organici ed indifferenziati è l’unico modo per sperare in riduzioni della tassa/tariffa rifiuti per il futuro o, quantomeno, per scongiurare ulteriori aumenti.

Tuttavia, è anche ora che l’amministrazione faccia chiarezza sulle procedure attuate per gestire la fase emergenziale, e sui relativi costi, fino all’avvio della nuova raccolta differenziata, e sul sistema ed i costi della relativa procedura, che dovrà proseguire fino all’avvio della gestione provinciale.

Peraltro, l’Assessore all’Ambiente aveva riferito che, pur trattandosi di un servizio che deve essere pagato interamente dai cittadini, non vi sarebbero stati aumenti della tassa rifiuti.

Allora è doveroso che i cittadini siano informati, con un analitico prospetto, di tutti i costi connessi al servizio, sugli introiti relativi alla TARSU. Dovrebbe essere chiarito anche se il maggior onere sulla TARSU 2009 sia necessario per pagare i vecchi debiti con il Consorzio oggetto di una recente transazione.

Inoltre, è il momento di pretendere con forza l’avvio delle procedure di passaggio dalla TARSU alla Tariffa di igiene Ambientale (T.I.A.), come previsto per legge da molti anni, e come promesso anche nel programma elettorale dell’attuale maggioranza consiliare.

In questo modo, essendo una parte della tariffa legata esclusivamente ai quantitativi e alla qualità dei rifiuti conferiti da ogni singolo nucleo familiare, si determinerebbe un ulteriore incentivo a fare una raccolta differenziata di qualità, e a ridurre con opportuni quanto semplici comportamenti sia il quantitativo assoluto di rifiuto indifferenziato conferito che gli assurdi sprechi della nostra società iper-consumista.

Facendo sì che ognuno paghi “il giusto”, senza le “distorsioni” del sistema attuale, in cui si paga solo in proporzione alla superficie delle nostre case, anche se disabitate o abitate da una sola persona, saranno “premiati” economicamente i comportamenti virtuosi.

Oltre l’aspetto economico della questione, c’è poi quello ambientale, che per noi è ancora più importante.

Sempre in questi giorni, infatti, la Regione Campania, sul proprio sito istituzionale, ed in particolare nelle pagine dell’assessorato all’ambiente, ha pubblicato il DOCUMENTO PROGRAMMATICO DELLA PROPOSTA DI PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI IN CAMPANIA (P.R.G.R.U.) ed il RAPPORTO PRELIMINARE SUI POSSIBILI IMPATTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI DERIVANTI DALL’ATTUAZIONE DEL PRGRU.

Ebbene, questi documenti, che costituiscono il punto di partenza per la redazione del PIANO REGIONALE RIFIUTI, purtroppo prevedono sempre l’incenerimento e addirittura la costruzione di altri due impianti, uno a Napoli e l’altro a Salerno, oltre i due già previsti da Bassolino. Il primo è già in funzione ad Acerra, e le sue emissioni superano regolarmente i limiti di legge, tanto che più volte è stato necessario bloccarne le attività; parliamo di “veleni” estremamente pericolosi: nano particelle, diossina, …, con gravissime conseguenze sulla salute, così come abbiamo più volte documentato.

Siamo molto delusi dall’Assessore all’Ambiente, Giovanni Romano, già sindaco del comune di Mercato Sanseverino (SA) e “paladino” della raccolta differenziata.

Come abbiamo condiviso e riconosciuto in precedenza al piano rifiuti predisposto dalla provincia di Benevento la scelta contro l’incenerimento, l’importanza data alla raccolta differenziata, al riuso e recupero, e alla riduzione alla fonte della produzione di rifiuti (pur avendo rilevato delle criticità relative alla realizzabilità in tempi brevi del piano stesso), così ora critichiamo con decisione la diversa scelta fatta dalla Regione, che, al di là di una solo formale applicazione delle direttive comunitarie e nazionali, punta apertamente e decisamente sull’incenerimento (anche se lo chiamano furbamente “recupero di energia”).

Anche ammesso che in questo momento, pur “spingendo” molto sulla differenziata, residui comunque un certo quantitativo di rifiuto da “distruggere”, l’inceneritore già in funzione ad Acerra sarebbe più che sufficiente a tale scopo, ammesso che si proceda decisamente, a tutti i livelli,  per conseguire percentuali sempre più elevate di raccolta differenziata, riduzione, recupero, riuso, riciclaggio; si prenda a riferimento Vedelago, e si lavori per spegnere anche il “mostro” di Acerra piuttosto che realizzarne altri.

I cittadini del Picentino, dove sarebbe prevista la costruzione dell’inceneritore salernitano, sono già da tempo in mobilitazione, ma è il caso di smetterla di attivarsi solo quando la “minaccia” interessa il proprio territorio, e mobilitarsi invece perché in tutta la regione, e in tutto il Paese, si rifiuti la logica degli inceneritori, che servono solo alle grandi aziende che ci si arricchiscono, e si punti solo su riduzione, riuso, recupero, riciclaggio, ri-progettazione dei prodotti, … anche facendo leva sulla tassazione legata all’impatto dei prodotti stessi e dei comportamenti delle aziende sul ciclo dei rifiuti, incoraggiando pratiche virtuose sia da parte dei cittadini che delle aziende.

Anche alla Regione Campania, come già fatto con la Provincia di Benevento, chiediamo di valorizzare soprattutto la responsabilizzazione dei comuni, prevedendo, che le provincie, oltre alla gestione degli impianti, assumano solo compiti di indirizzo, coordinamento e vigilanza dell’azione dei comuni, intervenendo con i “poteri di avocazione” quando i comuni non rispetteranno gli “standards” indicati nel piano regionale e nel rispettivo piano provinciale.

È necessario che i cittadini si attivino con i propri amministratori perché intraprendano una azione più decisa verso la Regione per chiedere una diversa gestione dei rifiuti rispetto a quella descritta dal PRGRU e, allo stesso tempo, esercitino un ruolo più attivo nella gestione stessa ed esigano un percorso partecipato del processo come condizione indispensabile per avviare politiche più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

I comportamenti e la partecipazione informata e consapevole dei cittadini, e la loro capacità di essere responsabili e di farsi “sentire” dalle Istituzioni, possono e devono influenzare le scelte  delle diverse Amministrazioni.


[1] Da Rastrelli (centrodestra) a Bassolino (centrosinistra) fino al Capo dipartimento della “Protezione inCivile” (dal titolo del libro di Piero Messina – Rizzoli BUR – 2010) Bertolaso, passando per i Consorzi e i rispettivi amministratori, senza dimenticare tutti gli amministratori locali che, felici di poter delegare, e con rare eccezioni, hanno sempre “trascurato” gli obblighi in materia di raccolta differenziata, con evidenti profili di danno erariale, oltre che di pregiudizio alla salute pubblica.

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