Cosa è successo il 15 agosto? Cronaca di una giornata cerretese

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di Adam Biondi. Con questa nota ricostruisco cosa è accaduto il 15 agosto 2010 nelle ore serali a Cerreto Sannita. Il 15 agosto scorso, festa della Madonna Assunta a Cerreto, verso le ore 19,00 mi recavo in via Felice Cavallotti dove all’intersecazione con via Sannio, su una parete sita di fronte la strada ponevo uno striscione (foto) contenente la scritta “Non denuncerei un prete accusato [di pedofilia]” (famosa frase di mons. De Rosa rilasciata all’agenzia ASCA, oggetto di una mia lettera aperta scritta settimane fa) seguito dalla scritta “Sig. VESCOVO CHIARITE LE VOSTRE AFFERMAZIONI SULLA PEDOFILIA”.

L’intento di questo striscione era quello di attirare l’attenzione di quella parte della popolazione che non conoscendo internet è rimasta all’oscuro dallo sconcerto che il pensiero del nostro Vescovo sulla pedofilia ha visto crescere su internet, invogliando queste persone a informarsi e a farsi una opinione sulle parole di mons. De Rosa.

Ebbene dopo una mezzoretta dall’affissione dello striscione qualche solerte “valletto” (in senso buono) del Sindaco, preoccupato per il danno di immagine che una simile libera manifestazione di pensiero avrebbe potuto avere sull’Amministrazione civica (?…), si apprestava ad informare qualche eminente politico cerretese che a sua volta invitata il Corpo di polizia locale a fare tutto il possibile affinché fosse rimosso lo striscione.

Accorgendomi di un giro di facce sospette attorno allo striscione che contestavano il fatto che l’avevo affisso su di un muro senza autorizzazione, ragionevolmente lo rimuovevo tenendolo però per le mani. A questo punto un agente di polizia municipale mi raggiunge e mi passa a telefono  il comandante del corpo di polizia locale che mi chiedeva se lo striscione fosse stato rimosso dalla parete. Io rispondevo di si aggiungendo comunque che durante il passaggio della processione in quel posto avrei tenuto lo striscione con le mani perché alcuna legge o provvedimento vietava ciò e perché il contenuto dello striscione non possedeva altro che la citazione del comunicato del vescovo De Rosa rilasciato al’agenzia ASCA ad aprile e riportato anche sul sito della Diocesi a questo indirizzo: http://www.diocesicerreto.it/index.php/il-vescovo/messaggi/85-pedofilia-mons-de-rosa-cantalamessa-gli-ebrei-sono-sempre-permalosi.html

Dopo pochi minuti venivo informato da fonti vicine all’amministrazione che si stava organizzando un gruppo di persone che durante il passaggio della processione, nel punto dove ero sito io, doveva appostarsi davanti al sottoscritto e allo striscione per coprirlo. Sconcertato da ciò che stava accadendo, dalla calpestata libertà di informare gli altri sul pensiero del Vescovo sulla pedofilia, ho deciso di farmi una passeggiata riponendo lo striscione.

Tornato presso via Felice Cavallotti, privato dello striscione, mi accorgevo che la processione era giunta quasi all’intersecazione con Corso Umberto I°. Fortemente deluso dal servilismo cerretese ma forte dei miei ideali e della mia attività di volontariato nonché della mia onestà personale (riconosciuta anche da chi non la pensa come me), ho usato l’unico mezzo che era rimasto in mio possesso, quello della parola. Dal marciapiede, composto al mio posto, immobile, senza gesticolazione provocatoria, trovando Mons. Michele De Rosa di fronte a me (a pochi metri) ho pronunciato ad alta voce le seguenti parole “Vescovo, si Vergogni! [pausa di un secondo] Lei con le sue parole protegge i pedofili!”. Intanto il Vescovo aveva proseguito il percorso processionale per alcuni metri rivolgendo di conseguenza le spalle al sottoscritto e alla parte posta alla sinistra del Corso. Dette le mie parole, lui si girava fissandomi intensamente per alcuni secondi. Io ricambiavo lo sguardo, fissandolo dritto negli occhi. Non avevo in quei momenti alcuna paura; sapevo che la mia era una opinione condivisa dalla parte sana della società e dalla gente che “sa leggere e scrivere”, la stragrande maggioranza, quella cospicua parte della società che vuole che la legge sia uguale per tutti e che esige che anche i preti pedofili debbano essere perseguiti penalmente. Poteva accadere qualsiasi cosa in quel momento ma qualsiasi cosa sarebbe successo avrei difeso con forza i miei valori.

Ricostruiti gli eventi di quelle ore invito l’amministrazione comunale a non avere timore delle opinioni dei propri cittadini perché se c’è stato un danno di immagine di certo è l’attuale Comune che ne è stato colpito proibendo l’esibizione di uno striscione che chiedeva semplicemente chiarezza ad un Vescovo che dice (non dimentichiamo che altri prelati per parole meno gravi sulla pedofilia sono stati condannati per favoreggiamento ex art. 378 codice penale) che i pedofili non vanno denunciati e che vanno solo spostati da una parrocchia all’atra o da un ufficio all’altro della Diocesi, aspettando probabilmente il prossimo stupro di bambini e bambine.

Chiedo scusa al comitato festa della Madonna Assunta che tra l’altro ha realizzato una fra le migliore feste svoltesi a Cerreto negli ultimi tempi. Chiedo scusa nel caso in cui il mio comportamento avesse creato qualche imbarazzo ma mi auguro che i membri del comitato capiscano che quelle parole dette in quel posto, davanti all’autore e ai cittadini cerretesi erano l’unica occasione per informare anche coloro che non usano internet di quello che sta accadendo sul web e dello sconcerto che le parole del Vescovo hanno creato in giro.

Invito i cittadini a non avere timore di chiedere al vescovo di chiarire le proprie affermazioni sulla pedofilia perché solo il chiarimento serio e costruttivo può far crescere intellettualmente le persone. E poi dove è scritto che un Vescovo o un Papa hanno sempre ragione? Non dimentichiamo che i Papi non molto tempo fa bruciavano le donne non cattoliche accusandole di stregonerie.. poi con gli anni la ragione ha prevalso e c’è stato qualche altro Papa che ha affermato che qualche suo predecessore aveva sbagliato perché la stregoneria non esiste.

Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente tutte le persone che mi sono state vicine in questi giorni condividendo la mia posizione e dandomi supporto logistico e morale. Ringrazio Nuccio Franco per la pubblicità della mia lettera aperta che ha fatto sui giornali di rilievo nazionale; ringrazio tutte le persone che hanno commentato sui vari giornali online il mio articolo ed in particolare (non me ne vogliano gli altri ma non posso citarli tutti, ci vorrebbero un sacco di pagine!) ringrazio la psicoterapeuta Carmela Longo che con il suo intervento su Vivitelese.it da una parte ha ben illustrato i danni e le devianze comportamentali che le violenze sessuali hanno sui bambini e sulle bambine e da un’altra parte ha rilevato come il prete pedofilo non debba passare impunito ma debba invece essere punito più degli altri pedofili perché il sacerdote dovrebbe essere un punto di riferimento sicuro per i bambini e non una fonte di disgrazia; ringrazio Alberto Senatore, presidente del comitato antipedofilia “piccolo Davide” di Salerno per la sua solidarietà mostrata su un articolo pubblicato su internet; ringrazio il gruppo giovani antipedofilia di Facebook per aver appoggiato il mio intervento; ringrazio tutte le pagine Facebook che hanno contribuito a divulgare il mio intervento (in particolare il gruppo “L’innocenza non si tocca”; ringrazio tutte le persone che hanno condiviso la lettera aperta sui social network in particolare i giovani della Valle Telesina che mi hanno manifestato la loro solidarietà anche con i messaggi inviatimi su Facebook, con i commenti ai miei articoli o semplicemente aggiungendomi come amico. Non credevo che anche i giovani leggessero o si informassero su queste tematiche. Come ha detto il mio professore di sociologia e diritto, con la mia iniziativa mi sono fatto portavoce di un vasto movimento di opinione che per paura o sudditanza non protesta o non chiede pubblici chiarimenti. Sollevare il problema è importante perché solo confrontandosi si cresce e perché in Italia, specie nell’entroterra, bisogna ricordarsi che esiste lo Stato e per lo Stato la pedofilia è un reato ed è dovere di ogni buon cittadino fare di tutto affinché i pedofili subiscano la condanna che la Giustizia riterrò opportuno dargli.

Mi auguro, concludendo, che le mie critiche costruttive rivolte all’Amministrazione comunale per come hanno affrontato la “questione striscione” non vengano strumentalizzate o “capovolte”. Se a qualche amministratore cerretese non piacciono le parole del mio articolo lo invito vivamente a dirmelo in faccia e non a rivalersi codardamente contro i miei familiari o contro l’associazione di cui sono vicepresidente a Cerreto.

Spero che i colpi bassi siano finiti il 15 agosto 2010.

Un messaggio ai cittadini: invitate i vostri politici di fiducia, locali e non, a comunicare pubblicamente la loro opinione sulle affermazioni di Mons. De Rosa in tema di pedofilia o a chiedere al Vescovo chiarimenti.

Un messaggio a Mons. Michele De Rosa: sono pronto a chiederLe pubbliche scuse per il “Si Vergogni ecc.” che lo detto il 15 agosto ma alla sola condizione che Sua Eccellenza divulghi un comunicato stampa a sua firma nel quale si evinca chiaramente: il ritiro delle sue parole sulla pedofilia rilasciate all’agenzia ASCA il 3-04-2010, le scuse ai cittadini e alle vittime di pedofilia per le dette parole e l’impegno chiaro e limpido che la S.V. con tutte le sue forze  supporterà  Magistratura  nel caso in cui Lei venga a conoscenza del fatto che un uomo di chiesa sia accusato di pedofilia. E ribadisco pubblicamente la mia assoluta disponibilità a partecipare con Mons. Michele De Rosa ad un incontro pubblico o privato per confrontarsi sulla spinosa questione “Chiesa Cattolica e pedofilia”.

Cerreto Sannita, 16 agosto 2010

Adam Biondi

5 Commenti

  1. Faccio ancora una volta i complimenti ad Adam, non tanto per la vicenda in sé, ma per il forte coraggio anticonformista di combattere le illusioni crociate anche in un paesino così bigotto come Cerreto.
    Quando lessi, mesi fa, le esternazioni di De Rosa rimasi a dir poco sconvolto. Non solo riguardo alla pedofilia, ma anche riguardo agli ebrei, verso i quali il vescovo fa una generalizzazione tipica di uno sputa-sentenze di provincia.
    Riguardo alla pedofilia, caro Adam, non credo riceverai mai risposta. Ti posso solo dire che i giovani ci sono e ti sono vicini! Da troppo tempo un paradigma socio-culturale basato su Chiesa = Giustizia, sta lacerando queste zone. Sindaci che si fanno incoronare da sacerdoti, vescovi che decidono sulle sorti di strutture pubbliche, benedizioni a destra e a manca.
    Bentrovati nella Sacra Telesina Valle…

  2. Invito, tutti i lettori di questo corraggiosissimo articolo, alla visione di questo documentario su Youtube, dove potrete affrontare meglio il problema legato agli scandali legati alla Chiesa ed alla Pedofilia. Ma si ricorda che la BBC, non è la RAI… In un Paese che è al 70° posto circa, sulla libertà di stampa e di informazione.
    Riflettete Gente, Riflettete.

    La prima parte del documentario è la seguente:
    http://www.youtube.com/watch?v=U-J7iFTrT1U

    Buona Visione!

    Cordiali Saluti,

    Antonio Castellitto

  3. veramente corraggioso,uno spirito di giustizia senza guardare alla circostanza aversa senza frenarsi davanti agli impedimenti, agli sguardi di coloro che ignorano la verità vivendo nell’ipocrisia.Persone come te avranno successo, la giustizia non la si puo fermare per la codardia di certi individui.

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