Turismo, questo sconosciuto…

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di Ivan Ricciotti. Parlare di turismo agli amministratori di Cerreto è come parlare arabo con i sottotitoli in cinese. Eppure per capire il senso di tale fenomeno, per quanto vasto possa essere, non ci vuole mica una laurea, ma basterebbe semplicemente avere un pizzico di idee.

Cerreto Sannita e le sue potenzialità non hanno bisogno di presentazioni. Chi ci ha preceduto, ce lo ha tramandato in una versione incantevole e suggestiva.

Cosa si dovrebbe fare per creare un movimento turistico?

Semplice, anzitutto migliorare l’accoglienza turistica. Mi riferisco ad un ufficio informazioni permanente e qualificato, ad una o più guide specializzate, ad ottimizzare le condizioni dei musei presenti, a valorizzare insomma quello che si ha, ad iniziare una cooperazione con i paesi limitrofi interagendo con il territorio circostante, a creare un rapporto di collaborazione con tutte le strutture utili a far sviluppare tale fenomeno. Non parlo solo di quelle direttamente ricettive (alberghi, bed and breakfast, case vacanza, ristoranti, ecc), ma anche e soprattutto delle attività commerciali ed artigiane e di tutte le associazioni che operano nel settore, presenti sul territorio comunale.

Invece, spulciando  tra alcune delibere, precisamente la n. 138 del 14 maggio 2010, con oggetto “Misure atte a migliorare la ricettività turistica durante il periodo estivo anno 2010”, si legge che si ritiene di potenziarla concedendo spazi alle autovetture davanti alla chiesa di San Martino in caso di matrimonio o di concedere spazi a bar e ristoranti. Ma come, queste due sono le uniche misure che possono migliorare la ricettività turistica a Cerreto? E in che modo la migliorano? Chi mai può credere che attiriamo ed accogliamo turisti rilasciando il permesso di parcheggiare l’auto matrimoniale in piazza? Che siano concessioni utili non ci piove, ma non migliorano né peggiorano la stato attuale della ricettività turistica. Insomma col turismo non c’azzeccano proprio un bel niente.

E non mi si venga a dire che altri miglioramenti da mettere in campo non se ne possono fare perché l’ente è in difficoltà economiche, visto che pure in un passato recente lo era e, nonostante ciò, c’è chi si è divertito a fare movide, cene di gala, sagre e manifestazioni flop mal pubblicizzate e mettere in moto inutili trenini, per il semplice gusto di apparire. Tanto a pagare sono sempre i cerretesi.

Ivan Ricciotti

3 Commenti

  1. Caro Ivan hai ragione. Ma è difficile far capire a tutti che il turismo potrebbe essere la nostra fortuna. Ma fin quando abbiamo musei abbandonati e/o chiusi , tra le altre cose, che speranza vogliamo avere. Una delle fondamentali regole della pubblicità dice che se hai una cosa che gli altri non hanno, è su quella che devi puntare. Invece: chi sa che nelle carceri feudali, già esse un museo, c’è una collezione di ceramica contemporanea che vale oro, una delle più ricche d’Italia. Che ci è costata nulla perchè frutto delle donazioni degli artisti internazionali che partecipavano alla Biennale. Chi l’ha vista? Eppure,da quando è stato allestito, mai è stato aperto e dotato di accoglienza e/o altro. E poi il traffico…le auto sono le padrone di Cerreto…ma, dico io, quando i cerretesi vanno fuori, dove passeggiano e fanno shopping?: in mezzo al traffico, o dove c’è l’isola pedonale? Già, l’isola pedonale: ma se su quattro strade parallele che abbiamo tre sono a scendere e una a salire (il corso), e con un senso unico a scendere a sinistra, via Telesina, come se stessimo in inghilterra, fare un’isola pedonale richiederebbe un esercito di vigili, quindi…continuiamo a lentamente morire. Anche se tutti capiscono che, se un paziente è moribondo perchè la cura a cui è sottoposto non ha effetto, la cosa più logica è cambiare cura. Invece no. Continuiamo a fare la politica della conta e così, mentre il malato muore, i medici discutono…su chi deve firmare il referto di morte.
    Con tanta amarezza ti saluto. Renzo

  2. condivido le critiche, ma voglio sottolineare che i problemi trattati riguardano un pò tutti i comuni della valle telesina…Bisognerà ripensare se discuterne tutti insieme e non paese per paese, fermo restando le peculiarità di ciascun territorio comunale.

  3. La storia contemporanea ha appena dimostrato che il dialogo tra i Comuni della Valle è sostanzialmente inesistente su temi molto seri (vedi vicenda Ospedale), figuriamoci sulla ricettività turistica!
    Le riflessioni di chi mi ha preceduto nei commenti non sono errate: per quale motivo le persone dovrebbero venire a Cerreto? A far che cosa? E se un motivo c’è, nessuno lo conosce!
    Se la risorsa è la ceramica, bhè la vorrei vedere anche al posto dell’asfalto se fosse possibile!
    A Cerreto oggi ci si passa, ma non ci si viene. Domani passeranno meno persone di oggi data la chiusura dell’Ospedale. Come le motiviamo a fermarsi??

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