L’ Homo villicus

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di Aldo Maturo. “Abbuzzagnato”, caratteristica dell’homo telesinus,  affetto da gravi disturbi al fisico e problemi di coordinamento mentale a causa della sua eccessiva permanenza tra le esalazioni sulfuree.

Mi sarei perso certamente questa chicca, scritta su questo sito qualche giorno fa, se il mio caro amico Luca, attento lettore di vivitelese, non me l’avesse fatto notare al mio rientro da pochi giorni di vacanza, alcuni in quel di Telese.

Quest’ homo telesinus è un disastro perchè non solo è abbuzzagnato ma è anche incapace da tempo “a gestire qualcosa che è più grande di lui, non avendo alcuna preparazione idonea per farlo, ma non per colpa sua ma  per il semplice motivo che è del tutto privo delle capacità ritenute necessarie per gestire un intero comprensorio composto da  circa 20 Comuni, che comprendono altresì una popolazione di circa cinquantamila abitanti.”

Il fatto è – continua il simpatico esternatore – che i cittadini di questi 20 Comuni avrebbero organizzato erroneamente le loro attività in funzione delle risorse e delle potenzialità economiche e turistiche che sarebbero derivate da Telese, da loro designato a centro propulsore tenuto a trainare l’intera economia locale.

E’ il modello del polo industriale, a sistema stellare, dove tutto ruota intorno a un nucleo centrale e se questo crolla si frantuma tutto l’indotto,  come accadrebbe con la Fiat a Termini Imerese o a Pomigliano. Ma è anche come puntare tutto sul rosso, aspettare che rien ne va plus e poi sparare al croupier  se esce il nero.

Per il nostro articolista, infatti, le colpe del crollo economico di tutto il comprensorio ricadono sull’homo telesinus che anziché limitarsi a gestire un bar o una pizzeria, “limite massimo delle sue capacità imprenditoriali”,  si è messo a trainare, senza capacità, l’economia e lo sviluppo dell’intera regione (sic!!).

Ho scoperto così, dopo tanti anni di assenza dai luoghi di origine, che 20 paesi vivono in uno stato di simbiosi con Telese, una simbiosi neppure mutualistica – che tutto sommato potrebbe anche essere comoda perché ne deriverebbe reciproco vantaggio tra le due specie interessate – ma di quel tipo che i biologi definiscono commensalismo o inquilinismo, la peggiore, perché la presenza del  commensale non porta alcun vantaggio a chi lo ospita ed è vantaggiosa solo per il parassita che riceve vitto e alloggio senza spese.

Telese ha ufficialmente circa 7.000 residenti ma  basta fare un giretto per capire che nei 9 km quadrati del suo territorio vivono non meno di 15.000 persone che portano ad una densità abitativa di circa 1600 persone per chilometro quadrato, molto più del  Bangladesh che ne ha 1.000! Nel suo micro territorio (S.Salvatore  ha 18 kmq, Amorosi 11, Castelvenere 15, Solopaca 31) Telese Terme oggi ha la più alta concentrazione, in rapporto agli abitanti, di negozi, uffici pubblici e privati della Provincia di Benevento (cfr.Wikipedia). Ha anche le Terme che divide, però, con S.Salvatore Telesino, tanto che esiste dal 1957 il Consorzio idrotermale di Telese e S.Salvatore Telesino, dove siede sia una rappresentanza di homo telesinus che di homo casalese con il compito di coordinare, valorizzare e promuovere le Terme. Se questo non avviene o avviene meno delle aspettative evidentemente è colpa di entrambe le componenti consiliari.

Che il centro termale potrebbe essere il fulcro dell’intero territorio lo diciamo da lustri ma  mi chiedo se non sia il caso di abbandonare le  anacronistiche polemiche di stampo veterocampanilistico per creare un comprensorio tra tutti i Comuni della vallata, formalmente costituito, in cui tutti portano in dote le loro specificità per allargare l’offerta turistica. Superare quello che divide e valorizzare quello che unisce, come avviene nella costa romagnola, che con questi criteri è diventato il più grande divertimentificio d’Europa.  Qui, da Gabicce a Misano, da Cattolica a Riccione, da Rimini a Milano marittima, tutti sgambettano, corrono,  lavorano con spirito imprenditoriale, con sinergia, con sana competizione, con diversificazione di offerte e nessuno pensa di fare il  parassita a spese di Rimini, città epicentro.

Forse scomparirebbero anche neologismi gratuiti come “abbuzzagnato”, tecnicamente infelici e scientificamente imprecisi perché – diversamente da quanto ritenuto dall’estensore –  il contatto continuo con l’acqua termale di Telese, ricca di anidride carbonica, facilita la circolazione sanguigna, dilata i capillari e combatte le malattie cardiovascolari lasciando quindi ben inalterato nell’homo telesinus il coordinamento mentale. Che è quello che manca all’ homo villicus privo di questo sano e naturale aerosol sulfureo.

7 Commenti

  1. Soprassedendo ai facili commenti sulla sottile ironia di Aldo Maturo sul termine”Abbuzzagnato” e sulle presunte proprietà taumaturgiche delle esalazioni e delle acque saulfuree, mi compiaccio, e naturalmente condivido in pieno, l’analisi da lui fatta sulla necessità, sulla opportunità socio-economica e politica di un consorzio dei 21 paesi che gravitano intorno a Telese Terme. Questa civile aggregazione sarebbe una vera opportunità di crescita turistica e socio-economica che darebbe ai 21 comuni la possibilità di sfruttare le proprie peculiarità all’interno di un progetto comune in cui si mescolerebbero turismo, storia, termalismo, arte, architettura, enogastronomia, artigianato, tradizioni e chi più ne ha più ne metta. La domanda che però mi pongo è: riusciranno i singoli comuni, e quindi gli uomini che li governano, a superare i limiti culturali derivanti da un campanilismo tanto antico quanto sciocco?

  2. Le esalazioni solfuree fanno molto bene all’intelletto tanto che il sannio ha esportato menti in tutto il mondo, menti che si sono distinte ovunque per laboriosità onestà e…intelligenza. Controllate, ho fatto personalmente una ricerca semplicemente con i miei compagni di classe 64’…semplicemente chi è rimasto o è rimasto intrappolato da dinamiche familiari o era appartenete a catene clientelari…certo non ha brillato per meriti…i migliori come sempre se ne sono andati…ma…sono quasi tutti sulla starda del ritorno. Buona fortuna meraviglioso Sannio i tuoi figli ti salutano. Lia Buono-

  3. Sig. Tripodi, le proprietà delle acque solfuree di Telese sono riportate anche in siti internet specializzati che ritengo abbastanza affidabili. Ho estrapolato solo l’ aspetto terapeutico utile ai fini del mio contributo in risposta all’articolo “Quousque tandem telesine abutere patientia nostra” del sig.Nicola Pacelli, 4 luglio, che, dall’assenza di qualunque reazione devo ritenere che a Telese non sia stato letto. Il termine “abbuzzagnato”, che non conoscevo, è stato utilizzato dall’autore di quell’articolo quale attributo dell’homo telesinus, affetto da disturbi fisici e privo di coordinamento mentale, capace al massimo di organizzare un bar o una pizzeria, unico responsabile del disastro economico del territorio. Ho letto a fondo quell’intervento per capire se era finalizzato a un dibattito, se voleva essere di stimolo, ma mi è rimasto difficile coglierne un simile significato. Mi sono sentito offeso, come telesino, e speravo – sbagliando – di essere in buona compagnia. Con simili pregiudizi sarà ben difficile superare, come lei dice, sciocchi e antichi campanilismi e qualunque discorso è destinato a perpetuarsi in inutili dibattiti davanti a un bar o nel chiuso di qualche circolo. Cordialmente Aldo Maturo

  4. Signor Maturo sia ottimista, il futuro e indubbiamente quello che Lei ha propugnato e che io condivido e discuto da sempre: un consorzio di comuni della valle Telesina con lo scopo di essere competitivi sul mercato turistico e non solo. Un consorzio con il quale migliorare i servizi e risparmiare sui costi, un consorzio con il quale ottimizzare le risorse e sminuire le pecche. Un consorzio con un numero tale di abitanti da contrapporsi, anche numericamente, al comune capoluogo e quindi contare di più in termini politici, sociali, economici e culturali. Mi sembra una proposta molto intelligente, chissà se sarà presa in considerazione……..
    Cordialmente
    Enzo Tripodi

  5. caro aldo, ti ringrazio per i tuoi interventi, soprattutto per l’ultimo. Siamo in molti ad apprezzare la tua piacevole scrittura e spero che continuerai a seguire Telese, anche se da lontano. Credo che ormai sia venuto il momento, la crisi potrebbe essere una buona opportunità, di cambiare il modo di fare politica e di amministrare nel Sud. I nostri problemi sono infatti quelli di tutti i paesi che, nel Mezzogiorno, sono stati sempre governati ad personam. Spero che la stangata del Governo che si avvicina faccia prendere agli amministratori locali della Valle Telesina quel giusto approccio ai problemi, basato sull’intenzione di sfruttare le peculiarità di ogni comune e abbandonare un campanilismo ormai fuori della storia e della logica. In questo senso bene sarebbe se anche i cittadini partecipassero e chiedessero a viva voce ai loro amministratori di consorziare alcuni servizi, carenti sul territorio, ricorrendo anche a qualche prelievo fiscale una tantum, finalizzato ad uno scopo ben preciso e condiviso dai cittadini. Ci sono ancora i fondi della Comunità Europea fino al 2013, ma basta con finanziamenti a pioggia e richieste di tipo assistenziale. Queste esperienze abbiamo già visto come vanno a finire. Vedo nella crisi l’opportunità di scegliere altre strade in maniera condivisa. Cercare la qualità e non la quantità, dovunque ed in tutti i settori. Chi ha scelto la qualità e non la quantità è sempre stato premiato anche dal mercato. Naturalmente è un argomento su cui tornare ancora…

  6. Carla carissima, leggerti è stato un gran piacere, un po’ come rivederci dopo …anta anni!!! Eri la nostra simpaticissima mascotte e ho di te un ricordo piacevolissimo. Grazie per il tuo scritto. Per quanto riguarda il futuro del nostro territorio hai perfettamente ragione e spero che tutti insieme possiate uscire da questa empasse e guadagnare lo spazio necessario, avendone le potenzialità. Salutoni. Aldo

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