Campania felix: bandiera nera e bollino blu

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di Lorenzo Morone. Il Corpo forestale dello Stato ha portato alla luce gravi reati ambientali. Secondo il Ministro Alemanno è impossibile che la regione fosse all’oscuro di tutto. 12 Giugno 2004 Teatro Naturale n. 24 Anno 2 – 16 tonnellate di scarti di collante acrilico dalla Sicaf di Cuzzango di Premosello (No); 21 tonnellate di fanghi dell’impianto di depurazione di Ferolmet di San Giuliano Milanese; 22 tonnellate di morchie di verniciatura, resine e fanghi dalla provincia di Padova; 25 tonnellate di rifiuti speciali cosmetici scaduti da Tocco Magico di Roma; 50 tonnellate di morchie di verniciatura dalla Sicaf di Premosello (No); 79 tonnellate di rifiuti speciali industriali da Centro Stoccaggio Ferrara di Robassomero (To); 113 tonnellate di polveri di amianto bricchettate da Centro di stoccaggio Ferrara di Robassomero (To); 552 tonnellate di fanghi di verniciatura della Ferolmet di San Giuliano Milanese; 1.106 tonnellate di scorie e ceneri di alluminio dalla Fonderie Riva di Parabiago (Mi). Dati relativi agli sversamenti illeciti di rifiuti speciali e tossici provenienti dal Nord e finiti nella discarica di Pianura dal 1987 al 1994: «Repubblica Napoli» 25 gennaio 2008. – La discarica allestita nel cratere del vulcano Senga, con foreste site in una zona archeologica, ha accolto, per 43 anni, migliaia di tonnellate di rifiuti tossici delle industrie del Nord, anche con l’autorizzazione della Provincia di Napoli. I rilievi effettuati dai carabinieri e oggetto delle indagini della magistratura hanno trovato conferma anche dall’assessore all’ Ambiente della Provincia di Torino, Nicola De Ruggiero: «A Pianura sono arrivate almeno 800mila tonnellate dei rifiuti dell’Acna di Cengio, azienda emblematica del disastro ambientale causato dal Piemonte». «Repubblica Napoli» 7 febbraio 2008 – a Marigliano concentrazione totale di diossina e furani rilevati sulla matrice dei terreni e dell’erba. Senza contare che in almeno due siti di Marigliano – località “Agrimonda” e “località via Lagnuolo” – l’inquinamento coinvolge il sottosuolo e le acque sotterranee. Solo nel 2001 sono state individuate dall’Arpac, nell’Acerrano, 25 pozzi avvelenati, 13 discariche abusive di eternit ed amianto. E anche la scoperta di nuove discariche ricolme di rifiuti tossici e veleni sembra non avere fine. .. (Studio commissionato dalla Protezione civile nel 2006 all’Oms, all’Istituto Superiore di Sanità, al Cnr, all’Osservatorio Epidemiologico della Regione Campania e all’Arpac) – ENNESIMA BANDIERA NERA DI LEGAMBIENTE PER LA CAMPANIA: Cattiva depurazione delle acque, scarichi abusivi, la recente invasione di mucillagine a Capri e nel Golfo di Napoli e il mare in Campania soffoca: è l’allarme lanciato oggi da Goletta Verde di Legambiente…

La Campania è al secondo posto, dietro alla Sicilia, nella classifica delle regioni con la minor copertura depurativa….E le principali responsabilità vanno attribuite ai Comuni perché, sostiene Legambiente, «scaricano i propri reflui nei corsi d’acqua senza effettuare un’adeguata depurazione o senza depurare affatto»: Benevento, Napoli, Salerno, Avellino, Caserta ed altri 18 agglomerati tra cui Ischia – Il Mattino (29 luglio 2010) Le conseguenze di questo massiccio inquinamento dei territori della Campania si sono manifestate da vari decenni, come certificato dall’ Oms: – Ad Acerra la moria di ovini, la nascita di agnelli deformi, l’aumento di malattie tumorali nell’uomo non hanno fine… ( rivista medica «Lancet Oncology» 2004; – A Marigliano la più alta percentuale in Italia di tumori al fegato e ai dotti biliari…alto rischio di tumore epatico per i residenti in prossimità di discariche. – aumentano in Campania le malformazioni nei bambini (84% in più).

Bollettino delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia – Anno I, nn. 16- 21, dicembre 2007 – gennaio/febbraio 2008 – Per non parlare degli aumenti abnormi delle leucemie e altre forme tumorali nelle nostre zone…. Potremmo continuare così fino a scrivere un’enciclopedia, ma è inutile. Il succo è questo: viviamo nel peggio (ambientalmente) che esiste grazie ad amministratori-politici che hanno avuto una sola capacità: trasformare la Campania Felix, il Paradiso terrestre amato curato e scelto dai Sanniti, dai Greci, dai Romani, dai Longobardi, dai Normanni, dalla Chiesa, dagli Spagnoli, dai Borboni, in una cloaca nauseabonda ed infetta. Ebbene questi stessi protagonisti, “maschere” in cerca d’autore, autentici delinquenti, per pulirsi la coscienza ed essere di moda, incapaci a volte di gestire anche un’isola pedonale per limitare i danni letali delle polveri sottili, almeno ai nostri figli, che fanno? Impongono ai cittadini ulteriori balzelli, una sorta di tassa ambientale: il “bollino blu” per entrare in città e la verifica annuale dei fumi di combustione delle caldaie. Ma avete mai visto i fumi di scarico dei mezzi pubblici? E quante caldaie di uffici pubblici, scuole comprese, vanno sempre a massimo anche nei periodi di chiusura e quando fa caldo?

Ma non vi sentite presi per i fondelli? Io si.

Arch. Lorenzo Morone – Cerreto Sannita

3 Commenti

  1. salve sono alessandro cannavacciuolo
    allevatore di ovini nel comune di acerra .raccontare la mia storia sarebbe inutile ,ma posso solo dirvi, nonostante le ordinanze emmesse dal consiglio dei ministri ,che confermano che il territorio di acerra è totalmente inquinato da diossina e da metalli pesanti,il nostro sindaco Tommaso Esposito si permette di dire che ad acerra non ci sono elementi per dichiarare l’ emergenza ambientale ,e quindi rassicura che i nostri prodotti , seminati su terreni dove per anni sono stati dei veri e propri discariche ,vengono raccolti prodotti di accellenza .caro sindaco le aguro una buona scorpacciata a lei e la sua amministrazione ,e che dio vi benedica

  2. la situazione dell’ambiente in campania è esattamente come è stata descritta. Quello che è successo, poi, ad Acerra abbiamo potuto constatarlo in vari servizi televisivi andati in onda in epoche successive. In molti ci siamo chiesti come tutto questo sia possibile ancora adesso. Darsi una sola risposta che valga a chiudere la questione non è possibile. Ma mi chiedo da dove convenga cominciare per lasciare la strada del passato ed imboccarne una nuova. Forse, anche se non è l’unica risposta possibile, ci si dovrebbe guardare intorno per incidere su quello che abbiamo vicino. Credo che i piccoli comuni possono, prima di tutto, individuare con una efficace azione dei vigili urbani, le discariche che vi sono sul territorio comunale e farle rimuovere. Poi è importante che cittadini e amministrazioni decidano di avviare una seria raccolta differenziata con un percorso trasparente. Infine passare ad altri problemi: inquinamento magnetico e quant’altro. Non è tutto, ma è qualcosa da cui iniziare un percorso che riguarda, più in generale, i nostri stili di vita consumistici. Se ne parli nelle scuole, ma se ne discuta anche tra cittadini e amministratori.

  3. Caro Lorenzo,secondo la scienza dei numeri che tu conosci bene,e’ la somma che fa il totale!Se,in guerra,distruggi una divisione di soldati,hai vinto tu!Se,invece,distruggi qualche comandante non hai risolto nulla! I loschi figuri,che ci amministrano a tutti i livelli, tartassano e vessano sempre le masse che sono sempre destinate a soccombere,fino a quando,e non vedo l’ora,ci sara’ la rivolta sociale!Pensa ad una bellissima nave da crociera colma di turisti che ormeggiata nel porto,tiene i motori accesi 24 ore su 24 e dalle cui ciminiere emana ogni ben di dio che la brezza provvede a distribuire tutt’intorno a bassa quota!!!Altro che preso per i fondelli,sono proprio indignato! Un abbraccio!

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