Cerreto. Voci di rifiuti stranamente differenziati

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di Giovanni Pio Marenna Corre voce che stia ancora continuando il rimescolamento della frazione umida dei rifiuti urbani con quella secca. Se ciò fosse vero saremmo di fronte

ad una presa in giro (l’ennesima) degna di un pacco, doppio pacco e contropaccotto perché, mentre i cerretesi fanno in modo così zelante e diligente la raccolta differenziata e pagano per un servizio, in realtà negli ultimi mesi non ci sarebbe stato alcun riciclo dal momento che viene mischiato l’umido con il secco. Sarebbe sicuramente scorretto ed ipocrita questo comportamento, oltre che da accertare dal punto di vista legale, perché da una parte ci si vanta, propagandisticamente, dei risultati raggiunti grazie alla raccolta differenziata, dall’altra un dirigente comunale sospende l’obbligo di sversare l’umido, decretando di fatto che quella raccolta differenziata fatta dai cittadini è inutile. Da una parte si aderisce ad iniziative meritorie per sensibilizzare alla cultura del riciclo, dall’altra il riciclo, tanto predicato, non avviene. E se il riciclo non avviene, in barba ad ogni elementare principio morale, significa che i cittadini svolgono, con impegno e coscienza ambientale, un dovere morale che poi viene completamente vanificato. E, in più, pagano per un servizio che non viene svolto. Restiamo in attesa che qualcuno ci illumini sulla questione, smentendo queste voci che, se confermate, sarebbero gravissime, senza venirci a raccontare la barzelletta che la frazione umida può essere tranquillamente rimescolata e sversata con quella secca “perché non ci sarebbe alcun reato”. Perché, in quel caso, dovremmo arrivare alla conclusione che la risposta ricevuta sarà stata, per dirla alla maniera di Ellekappa, diversamente sincera.

Giovanni Pio Marenna, consigliere comunale

del gruppo consiliare di minoranza “Da sempre per Cerreto”

1 commento

  1. Il problema della raccolta e sversamento dell’umido in Campania non è stato ancora risolto da nessuno, per quello che se ne sa. Tanto che i pochi comuni virtuosi sono stati costretti a mandare l’umido in Sicilia. I siti di compostaggio non sono difficili da realizzare e costano comunque molto meno di altre soluzioni. L’umido viene trasformato in compost, che può essere poi rivenduto a chiunque ne abbia bisogno, costituendo così il cosidetto circuito virtuoso.

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