Ma a Telese il cielo non è più blu

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di Aldo Maturo. Ho visto il servizio di Luca Limata e sono rimasto senza parole. Le immagini sono scivolate inesorabili su una pattumiera a cielo

aperto e ho sperato tanto che non si riferissero a quelle Terme che non vedevo da tanti anni, per le quali ho lottato negli anni giovanili scrivendo decine di articoli e che non immaginavo essere ridotte a un tale stato di degrado.

 

Non è possibile, mi son detto. Questa non è una denunzia. Questo è autolesionismo, questo è distruggere l’immagine di Telese. Meno male che c’è solo su Vivitelese, tutto sommato siamo poche centinaia di persone a vederlo. Alla fine il colpo di grazia : il servizio è stato inserito su Youtube sicchè la platea virtuale non ha confini.

 

E’ come se si facesse un colorito reportage sulle puzzolenti discariche campane, sulle strade piene di rifiuti, sui vicoli dei Quartieri pieni di panni stesi e di munnezza, sulle opulenti donnine in vendita sulla domiziana, si condisse il tutto con qualche cadavere di camorra e si dicesse al turista: vieni, questa è Napoli.

 

E’ come vendere una casa facendo vedere all’acquirente non il salotto e il giardino ma il disordine del sottotetto, la stanza di sbroglio e lo scantinato pieno di oggetti vecchi.

 

Ho aspettato qualche giorno a scrivere perché speravo che da qualche parte arrivasse una precisazione, una presa di posizione, qualcuno che dicesse: si, è vero, quelle immagini esistono ma sono faziose, strumentali, condanniamo l’autore perché ha fatto una carrellata di rifiuti e lo ha chiamato Terme ma le Terme sono ben altra cosa.

 

Ho aspettato ma invano. Nulla dalla Direzione delle Terme, nulla dalla Pro Loco e nulla dall’Amministrazione Comunale che pur essendo nuova (in parte) non può ignorare un pugno così devastante.

 

Forse è autolesionismo quello che ha fatto Limata ma forse è una denunzia gravissima che non può passare inosservata sperando che dalla prima pagina della home page sparisca nelle pagine successive dove nessuno la vede più.

 

Forse quelle immagini meritavano un dibattito, una discesa in piazza perché le Terme sono di tutti e sono la vita per Telese. E invece : nulla.

 

Il silenzio sovrasta i palazzi e scorre come acqua sui tetti delle case come quei paesini siciliani assolati e deserti dove nessuno vede l’ultimo morto di mafia  pancia all’aria nella piazza del paese ma tutti guardano dagli scuroni socchiusi che arrivino i nostri.

Il servizio di Limata termina con una frase che va meditata : il pericolo è che alla fine pur senza volerlo ci si abitui talmente tanto al deserto da adeguarsi a esso e da sentirsi addirittura a proprio agio. Se è vero, allora dico a Limata di cambiare almeno la colonna sonora  perché, se così è, a Telese il cielo non è più blu e sono contento di essermelo andato a cercare altrove.

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