Castelvenere. Il Seneta … un immondezzaio

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di Carmine Sanzari E’ tempo di programmare la politica, anche è soprattutto quella ambientale costituita da risorse naturali potenzialmente capaci di attirare l’interesse turistico,

componente essenziale per l’economia di un paese. Politica ambientale per salvaguardare le risorse naturali nel territorio di Castelvenere, in primis il torrente Seneta per difenderlo dalle perturbazioni incivili cui è soggetto continuamente. Politica ambientale per preservare l’ecologia, la casa delle generazioni future, a cui dobbiamo responsabilmente dare conto ed insegnare alle nuove generazioni il rispetto per esso e le regole per salvarlo per poter coabitare.

Il torrente Seneta rappresenta una delle tante risorse naturali, ma bisogna restituirgli ciò che gli è stato verosimilmente sottratto per interventi inidonei e di trascuratezza a danno della propria conservazione.

Il torrente Seneta è risorsa naturale, ubicato gran parte nel territorio del Comune di Castelvenere la cui competenza è il tenimento la salvaguardia e la sua valorizzazione.

Un tempo era abitato da specie ittiche di vario genere oramai in estinzione, causa il sopravvento di riempimenti di trasporto solido e di flora parassita presente nell’alveo che di fatto ne hanno compromesso l’ecosistema specie in alcuni tratti a valle con il territorio Telesino.

Allo stato attuale il torrente e le sponde, sono un immondezzaio a cielo aperto con cumuli di rifiuti di vario genere, finanche un bigliardo adagiato nell’alveo. Tale presupposto, porta ad appellare l’Amministrazione Comunale affinché provveda a liberare il torrente Seneta dalla immondizia che lo soffoca, facendosi supportare da quelle associazioni ambientaliste che hanno probabilmente beneficiato di contributi comunali negli anni, e che saranno certamente felici di sentirsi impegnate ed operose per giusta causa.

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