Strada provinciale Cerreto – Cusano: pericolosa da sempre

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di Emidio Civitillo

Una strada provinciale pericolosa da sempre e l’intervento che la Provincia di Benevento sta per appaltare non risolve il problema. Fino a quando dovremo continuare ad essere maltrattati e umiliati con strani interventi tampone e sprechi di denaro pubblico?

Nell’inviare allegate, a numerosi destinatari, le osservazioni e le proposte del Comitato Civico per la Liberazione del Monte Cigno e delle Pro Loco di Cusano e Pietraroja, finalizzate alla sistemazione definitiva della strada provinciale Cerreto-Cusano, aggiungo qualche mia considerazione personale.

Mi ero già occupato di questo argomento evidenziando il generale sentimento di delusione e di perplessità (oltre che di scetticismo) che si era diffuso in seguito alla notizia, apparsa sulla stampa, dell’approvazione, il 27 novembre 2008, da parte della Giunta Provinciale di Benevento del progetto della “galleria paramassi” sulla strada provinciale Cerreto Sannita – Cusano Mutri.

Dalle notizie di stampa si era appreso che la Provincia di Benevento intendeva intervenire su una lunghezza di centinaia di metri di strada provinciale pericolosa, ma la “galleria paramassi”, benché venisse da tutti riconosciuta come una soluzione definitiva dell’antico (e triste) problema della pericolosità della strada, avrebbe avuto una lunghezza di circa 100 metri soltanto [e corsero addirittura voci che i metri sarebbero stati sensibilmente meno di 100; e i fatti dimostrano che così è (?!)].

In quella occasione precisammo anche che:

………Avevamo sperato tanto che questa fosse la volta buona per porre fine ad un grande e antico problema, con la definitiva messa in sicurezza di una strada che costituisce l’indispensabile premessa per il miglioramento delle modeste condizioni di vita delle popolazioni locali, ma evidentemente ci eravamo illusi.

Dopo “il parere dei tecnici” apparso sulla stampa il 29 settembre 2008 (e da noi decisamente contestato), è arrivata una decisione politica chiaramente “collegata” a quel “parere” e in linea con esso (probabilmente commissionato).

Se con una galleria paramassi di appena 100 metri (o ancora meno, e su un tratto di centinaia metri), si intende dare un segnale di attenzione alle istanze dei cittadini (espresse in maniera convinta e decisa anche attraverso “Comitati” e “Pro Loco”), ebbene – diciamolo chiaramente – questo segnale di attenzione appare come una presa in giro.

A conferma del sentimento di perplessità, delusione e scetticismo di allora, anche il “Comitato” e le “Pro Loco”, chiaramente preoccupati di come viene affrontato (?) il problema della sicurezza della strada provinciale, intervengono giustamente con importanti ed efficaci proposte migliorative, supportate anche da serie e indiscutibili considerazioni tecniche.



Il Comitato e le Pro Loco ritengono che l’intervento che la Provincia di Benevento sta per appaltare, anche se migliorativo rispetto al progetto originario, non risolve il problema definitivamente.

Si rende pertanto necessaria la realizzazione di un ulteriore tratto di strada in galleria chiusa di circa 200 metri lineari che vada a raccordarsi tra il tunnel esistente e la galleria paramassi in appalto, affinché sia definitivamente garantita la sicurezza dell’intero percorso.

Inoltre, la “mitigazione” del rischio del restante tratto di strada (circa 400 metri lineari) resta comunque affidata all’apposizione di reti e alla rimozione di rocce??!! E ciò, oltretutto, comporterà in seguito notevoli costi di manutenzione difficilmente sostenibili.

La lunghezza della “galleria paramassi” e la realizzazione del tratto di “galleria chiusa” proposta dal Comitato e dalle Pro Loco, parliamoci chiaro, è solo questione di “volontà politica”.

Girano voci che nell’assegnazione di finanziamenti pubblici, anche recentemente è stato relativamente facile assegnare vari milioni di euro a Cuano Mutri per la sistemazione, tra l’altro, di qualche “ex convento” e di qualche tratto “un po’ franoso” di strada comunale. Questo non ci disturba affatto, ma sarebbe decisamente mortificante (e non potremmo minimamente accettarlo) sentirci dire che non ci sono fondi per la soluzione di un vecchio problema di sicurezza della strada provinciale, da cui dipende il futuro e l’economia di intere popolazioni.

Nessuno crede più  alla “befana”: nella fattispecie, nessuno crede al solito discorsetto che i tecnici incaricati dai politici,

  • dopo attento sopralluogo …………..
  • hanno misurato …………..
  • hanno valutato …………..
  • quindi hanno concluso …………..
  • e pertanto sulla base di razionali e scrupolose valutazioni ……….
  • suggeriscono di ………..


E ai politici non resta che …..  prendere atto,  nell’interesse della collettività (?!), delle relazioni dei tecnici (ai quali le avevano commissionate …….. ) .

Un po’ tutti sanno bene come vanno le cose nella “gestione” dei fondi pubblici e provano sempre un velato sentimento di diffidenza che finora ha avuto nella nostra zona conseguenze tutto sommato sopportabili.

Ma questa volta la situazione è assai più seria e delicata, perché la posta in gioco è altissima: l’uscita da un isolamento storico (anzi preistorico), oltre che geografico, attraverso la sistemazione di una “infrastruttura di base” (la strada provinciale) dalla quale dipende il miglioramento delle modeste condizioni di vita delle popolazioni locali e l’apertura di uno spiraglio alla soluzione del drammatico problema occupazionale (soprattutto dei giovani) attraverso un minimo di sviluppo dell’economia locale.

Su questo problema l’attenzione della gente è massima e le mie considerazioni sono solo un modesto riassunto di preoccupazioni grandi e molto diffuse, per cui non è il pensiero di uno solo (il mio) che deve preoccupare, ma quello della collettività. E collettività significa una moltitudine di elettori che possono assumere posizioni fortemente ostili verso quei rappresentanti politici e/o partiti che, direttamente o indirettamente, li danneggiano.

Finora, purtroppo, non abbiamo avuto mai l’onore di apprezzare alcun serio e concreto intervento, da parte di qualche rappresentante politico e/o partito, a favore di una “galleria” adeguata per lunghezza, che oltre a consentire la soluzione definitiva ed efficace di un antico e triste problema (la pericolosità della strada), viene praticamnete a nascondere la strada, con vegetazione (erba e piante) anche sopra il solaio inclinato di copertura della galleria, e quindi ne migliora notevolmente l’impatto ambientale. Mentre con ……. l’impiego di tecniche speciali comprendenti pulizia, ispezione e disgaggio di massi instabili, protezione di scarpate con rete metallica e con tratti di barriere paramassi in acciaio, … ecc. ecc.”, allora sì che si verificherebbe una modifica paesaggistica molto evidente, se non addirittura un vero e proprio (inutile e colpevole) scempio paesaggistico del costone roccioso ! Senza contare che, come giustamente affermano il “Comitato civico” e le “Pro Loco”, la soluzione progettuale elaborata dalla Provincia comporta non solo non è risolutiva del problema e presenta un rapporto un costo/benefici elevatissimo (insomma un autentico spreco), ma comporterà successivamente notevoli costi di manutenzione difficilmente sostenibili.

Noi non possiamo abbassare la guardia in un momento così delicato della nostra storia locale, e non l’abbasseremo, per cui non possiamo accettare da nessuno l’imposizione di scelte superficiali, demagogiche e dannosissime, che compromettono pesantemente il miglioramento delle nostre condizioni di vita e il futuro nostro e delle generazioni successive.

Marzo 2010

Emidio Civitillo

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