Quel codice fiscale invertito mi ha distrutto la vita

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Burocrazia1di Giuseppe Sangiovanni Da diciassette lunghissimi anni per un cavillo burocratico vive un’ interminabile incubo. Cercato, braccato e inseguito ovunque da fisco, enti previdenziali, società di recupero crediti  molto spesso forti con i deboli e deboli con i forti: enti pubblici e privati che viaggiano in Ferrari per inseguire e colpire  innocenti poveri Cristi, marciando in Cinquecento(Fiat) per inseguire colossi della finanza, grandi evasori fiscali. Il protagonista di questa surreale storia si chiama Michele Marotta, 61 anni, ex dipendente di una ditta di autolinee. Vittima del killer burocrazia, uno spietato mostro che gli ha cambiato la vita. Tutto nasce da un errore nella meccanizzazione dei codici fiscali. Uno scambio di codici fiscali  per omonimia da il via alla drammatica  e interminabile odissea di Marotta  cominciata nel 1993. Chiede un mutuo per comprare casa. “Lei non può accedere al mutuo perché è pluriprotestato”. La sconcertante risposta ricevuta. E’ solo l’inizio di un calvario senza fine. Postino e ufficiale giudiziario diventano di casa. Debitore verso la Camera di Commercio, Inps, Società di Riscossione Tributi, Polizia Urbana. Fioccano le minacce d’ipoteca, per mobili e immobili, non tarda ad arrivare(più di una volta) il fermo amministrativo. Sborsa migliaia di euro per bloccare le ipoteche ventilate, il fermo della sua auto. Paga. Quei soldi, in realtà dovrebbe sborsarli altra persona. Gli avvocati che lo seguono diffidano centinaia di volte gli enti creditori, chiedendo di provvedere alla rilevazione dell’errore, un clamoroso errore materiale, derivante da omonimia, in cui incorrono continuamente e da diciassette enti ed istituzioni. L’errore rimane, e l’incubo continua per Marotta- che al momento di andare in pensione si reca all’Inps per l’estratto conto. “Lei non ha contributi, anzi, risulta debitore di  contributi previdenziali, evidentemente non versati dal suo datore di lavoro”- la sorprendente risposta dell’impiegato di turno .Non ci vuole molto tempo a capire che i suoi contributi sono finiti all’omonimo, mentre i debiti previdenziali al basito Marotta- che penerà per andare in pensione! “Pur essendoci una sentenza del Tribunale di Benevento che ha riconosciuto l’errore nella meccanizzazione dei codici fiscali- spiega lo sconsolato Marotta,  devo continuamente  ricorrere all’avvocato per presentare ricorsi alla Commissione Tributaria e al Tribunale sezione lavoro per difendermi da continue cartelle esattoriali, da preavvisi di fermo amministrativo, da minacce di iscrizione d’ipoteche”. Una telenovela infinita in onda da 17 anni. Nessuno riesce a cancellare definitivamente  questo errore. Non si riesce a capire chi ha sbagliato, chi ha attribuito  quel codice che ha tolto a Marotta serenita’, sorriso e sonno.

Giuseppe Sangiovanni

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