P.O. di Cerreto. Serve solo un po’ di buon senso

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POdi Gianluca D’Aronzo Il buon senso spesso spiega e risolve molte questioni. Avere buon senso nel momento giusto, è certamente cosa molto difficile: ma è anche la differenza che fa la differenza. E’ quel valore aggiunto che si richiede ad una persona affinché si renda degno della posizione che occupa.

L’ultimo incontro in Prefettura tra le parti coinvolte ,ha visto venir meno l’interlocutore principale (l’ASL) che per dispetto, per ripicca rispetto a quanto accaduto il giorno prima presso il nosocomio cerretese, si rifiuta di collaborare con le altre parti per trovare una soluzione che consenta alle 70.000 utenze dell’ospedale “Maria delle Grazie”, di avere accesso ad un loro diritto: la salute. La motivazione di tale abbandono, secondo i vertici ASL BN1, risiede nel clima di tensione fra il Comitato Civico contro la chiusura dell’ospedale e il Direttore Sanitario Dott. Di Guida.

Tanto per mettere un po’ di ordine, la cornice principale di tutto ciò è la seguente: il management di cui sopra, gestisce una Azienda (l’ASL appunto), i cui soci finanziatori si sono incatenati e ne contestano un atteggiamento, oltreché una decisione presa sulle loro teste. Quando questa “anomalia” si è verificata, di fronte alla più alta rappresentanza dello Stato sul territorio (ovvero il Prefetto Dott. Mazza), l’ASL si impegnava (Deliberazione 128 del 24/03/2010 del Commissario Straordinario ASL) a non chiudere l’ospedale di Cerreto Sannita  anzi, a metterlo in sicurezza senza privare i cittadini dei quei servizi ospedalieri.

Una settimana dopo circa, il Direttore Sanitario Dott. Di Guida, dispone la chiusura del blocco operatorio (perché a suo dire non a norma) e lo smontaggio di alcune parti di esso per trasferirle a Sant’Agata De Goti,. La conseguenza di ciò è che di fatto, in barba a quanto promesso dinanzi al Prefetto, si genera una “auto-chiusura” dell’ospedale tagliandone i servizi essenziali: Medicina e Chirurgia – Ortopedia –  Pronto Soccorso.

Il Comitato Civico e “civile”, tradito da questo “artifizio burocratico”, è stato costretto (con una turnazione estenuante) a presidiare notte e giorno l’ospedale affinché nulla si muovesse fino a nuove disposizioni. Mi domando quale clima abbia generato questo stato di fatto. Passa ancora un’altra settimana e, nell’attesa di un tavolo tecnico in Prefettura per determinare con precisione gli interventi per la messa in sicurezza del blocco operatorio, l’Asl partorisce una nuova brillante idea che di certo non giova al clima: mandiamo tutto il personale di Cerreto a lavorare a Sant’Agata De Goti. Il Comitato Civico vuole evidentemente delle spiegazioni e le chiede entrando negli uffici amministrativi dell’ospedale precisando che non intende in ogni caso limitare qualsivoglia attività della Direzione Sanitaria. Il Dott. Di Guida, tanto per rasserenare gli animi, non solo non fornisce spiegazione alcuna ma chiama la forza pubblica e, dinanzi ad una cinquantina di testimoni, spintona la Presidente del Comitato Giuseppina Iannotti che a quel punto cade a terra e necessita di cure al pronto soccorso.

Nonostante ciò nessun atto di forza è mai stato perpetrato nei confronti di Di Guida, ma questo sarà un giudice terzo a valutarlo. Ciò che è importante sottolineare adesso è che, anche leggendo l’ultimo comunicato dei vertici ASL BN1, mentre il Prefetto sospende il trasferimento del personale ospedaliero a Sant’Agata De Goti, il management dell’ASL se ne frega altamente e, con uso e abuso di una magistrale (questo va loro riconosciuto) ambiguità linguistica, dichiara di “limitare ma non sospendere il trasferimento”. A lume di naso ho idea, che nemmeno questo ennesimo atto contribuirà a rasserenare gli animi e a moderare i toni. Per esperienza vissuta, basta solo un po’ di buon senso per capire che se il clima rimane così teso si creano tutte le condizioni perché si aprano scenari di degenerazione. E’ così difficile pensare di trovare una soluzione mediata temporanea affinché la Regione possa esprimersi nuovamente sul tema? E’ così complicato affidarsi temporaneamente ad una figura di garanzia come il Prefetto? Per il Comitato NO!! Serve solo un po’ di buon senso. Noi ci affidiamo totalmente all’operato e all’esperienza del Prefetto, al quale chiediamo di vegliare sulla sicurezza delle donne e dei bambini che ogni giorno, ai piedi del loro ospedale, pazientemente attendono un po’ di buon senso anche da parte dell’ASL.

Per il Comitato Civico: Gianluca D’Aronzo

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