L’acqua non si vende. Il 24 e 25 aprile partono i referendum

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ReferendumSegnalazione di Anna Tecce dal  Forum italiano dei movimenti per l’acqua. La raccolta delle firme sarà un grande momento di azione politica collettiva. Depositati in Cassazione i quesiti referendari per l’acqua pubblica

Sono stati depositati stamattina (31 marzo 2010) presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce.

La raccolta delle 500 mila firme necessarie per l’ammissione dei referendum inizierà nel fine settimana del 24-25 aprile, una data simbolo per quella che il Forum dei Movimenti per l’Acqua intende come la Liberazione dell’acqua dalle logiche di profitto.

“La coalizione che appoggia i referendum è la più ampia aggregazione formale di movimenti, associazioni laiche e cattoliche, forze politiche e sindacali che si sia mai riunita intorno a un tema simile. Queste forze ci porteranno a raccogliere le firme, approvare i referendum e votare tre sì per l’acqua pubblica”.

Presenti alla conferenza stampa anche Padre Alex Zanotelli e tre dei costituzionalisti che hanno redatto i quesiti referendari: Stefano Rodotà, Gianni Ferrara e Alberto Lucarelli.

“Il mezzo referendario – ha sottolineato Rodotà – è lo strumento per rimettere in moto la politica in questo periodo di grande disaffezione, la raccolta delle firme sarà un grande momento di azione politica collettiva”.

Secondo Alex Zanotelli chi pagherebbe di più dalla privatizzazione dell’acqua sarebbero i poveri, “la nostra vittoria servirà non solo nel panorama italiano ma darà anche una scossa all’Unione Europea. Se Parigi ha ripubblicizzato l’acqua, se nelle Costituzioni di Bolivia e Uruguay l’acqua è definito bene comune non mercificabile, possiamo farcela anche noi”.

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per l’acqua pubblica…….firma anche tu!

L’acqua e’ un diritto, non una merce.

Oggi sulla Terra un miliardo e trecento milioni di persone

non ha accesso all’acqua potabile.

Nel giro di pochi anni saranno tre miliardi.

Abbiamo costruito un mondo in cui pochi hanno tutto e moltissimi non hanno nulla.

Un mondo in cui la ricerca del profitto mette a rischio le risorse naturali.

Fino a minacciare la stessa sopravvivenza della vita sul pianeta.

L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita.

L’acqua è il primo bene comune dell’umanità, irrinunciabile e appartiene a tutti.

Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: per questo l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.

Le grandi multinazionali si stanno impossessando dell’acqua, in ogni parte del mondo.

Vogliono trasformarla in merce e guadagnarci sopra… Tutte/i assieme dobbiamo impedirlo.

Tutte/i assieme dobbiamo fermare la privatizzazione dell’acqua.


Lottare contro la privatizzazione dell’acqua è una battaglia di civiltà.

Ci riguarda tutti, cittadine e cittadini, donne e uomini d’arte e di cultura.

Riguarda i popoli. Riguarda le generazioni che verranno, Il nostro futuro.

Anche in Italia l’acqua sta subendo un decisivo attacco per essere privatizzata e

diventare business per pochi.

E, come dappertutto nel mondo, anche qui le popolazioni si oppongono.

Dicono basta da anni, in tutti i territori e nel Paese.

Dicono che bisogna cambiare.

Dicono che su un bene comune come l’acqua tutti devono poter decidere.

E hanno promosso un referendum.

Tre quesiti per dire “Basta!” alla privatizzazione dell’acqua.

Tre quesiti per togliere l’acqua dal mercato e restituirla alla partecipazione delle comunità.

Tre quesiti perché si scrive acqua e si legge democrazia.


leggi dal sito del forum ( www.acquabenecomune.org)

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