Denunciare sia il bene che il male

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salvami1di Giuseppina Iannotti

In più  di un’occasione ci hanno chiesto il “perché” di una lotta così serrata contro la chiusura dell’Ospedale di Cerreto Sannita.

A volte è  difficile spiegare con le sole parole. A volte è invece sufficiente un “fatto”, che da solo riempie di significato qualunque sforzo verbale sia possibile pensare.

Quel “perché” lo si può leggere sui volti di Michele e Concetta, una mamma e un papà che nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile hanno vissuto il più terribile degli incubi quando uno dei loro tre figli, Rocco, di soli 5 anni, ha bisogno di aiuto, di urgente aiuto perché una emorragia alla gola gli impedisce di respirare e comincia a dissanguarlo. E’ il padre Michele che ce lo racconta.

Una reazione immediata, la paura, il dramma di non sapere cosa fare, una corsa verso la speranza.

Minuti che sembrano un’eternità, ma che rimarranno “minuti” perché l’Ospedale di Cerreto è lì, è vicino! E ci arrivano subito Michele e Concetta. Il piccolo Rocco è in condizioni disperate: “… non c’è battito …”, sono le parole che il Dott. Caputo (anestesista presente al pronto soccorso in quel momento) pronuncia e che scolpiscono il terrore nel cuore della coppia.

Poi una manovra tanto disperata quanto magistrale, l’intuizione, l’esperienza del Dott. Caputo …e Rocco è salvo. Il suo trasferimento a Benevento, perché Rocco ha bisogno della terapia intensiva (che a Cerreto c’è dal 2006e che non hanno mai fatto funzionare).

L’Ospedale di Cerreto e il Dottor Caputo mi hanno ridato un figlio”, queste sono ora le parole della mamma Concetta, e questo è ciò che conta veramente!

E noi che lottiamo perché il nosocomio non chiuda continuiamo a chiederci: e se l’Ospedale di Cerreto non ci fosse stato, come sarebbe andata? E se Michele e Concetta avessero dovuto raggiungere Sant’Agata De Goti, cosa sarebbe accaduto a Rocco? E se…..?

Domande alle quali francamente speriamo di non dover mai rispondere.

E’ per questo che vi informiamo. Vi aggiorniamo di come ora venga “dall’interno” il tentativo di togliere ossigeno alla struttura ospedaliera per lasciare che muoia da sola, in una lenta agonia. Ed è a coloro che stanno mettendo in pratica tutto ciò, per esempio attraverso l’intenzione di chiudere le sale operatorie a partire dalla prossima settimana che vogliamo ricordare quanto espressamente citato nella Deliberazione del Commissario Straordinario n° 128 del 24/03/2010: “Procedere all’immediata attivazione della messa in sicurezza dell’Ospedale S. Maria delle Grazie in Cerreto Sannita … evitando la chiusura anche temporanea dell’Ospedale, al fine di limitare al massimo il disagio per gli utenti”.

Il Comitato Civico è qui, e ci resterà. Pronto a denunciare sia il bene che il male, e soprattutto le responsabilità di chi vuole “simulare l’autodistruzione” del nostro Ospedale, alla disperata ricerca di un alibi per liberarsi di ciò che oggi è sotto il suo controllo.

Cerreto Sannita, 4 aprile 2010

Per il Comitato Il Presidente

Giuseppina Iannotti

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