L’ospedale di Cerreto avrà … un futuro ?

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di Giovanni Pio Marenna

Ospedale di Cerreto Sannita. Niente di nuovo tranne parole, vuote, e tanta confusione. L’Ospedale non chiude. Quale sarebbe la novità? La sciagurata L.R.16/2008 parla già di non chiusura ma di riconversione. Ma nessuno ha detto, e soprattutto scritto in atti ufficiali, che riconversione non sarà. Se oggi ancora non si è fatto quanto previsto dalla Legge 16/2008 molto del merito va sicuramente al Comitato Civico che si è tanto prodigato per la sorte della nostra struttura. Ma domani? Quale ruolo avrà il nostro Presidio Ospedaliero dopo l’apertura dell’Ospedale di Primo Livello di S. Agata de’ Goti? Oggi si è deciso il “congelamento” delle attuali funzioni, la soluzione trovata viene da tutti i protagonisti considerata provvisoria; dopo le elezioni regionali tutti parlano di una verifica e si rimandano alla nuova Giunta Regionale gli assetti definitivi del sistema sanitario nel Sannio. Nella nuova definizione quanto inciderà l’apertura di una struttura moderna e all’avanguardia, come tutti dicono essere quella di S. Agata de’ Goti, che a regime potrà avere fino a 200 posti letto? Davvero il destino del nostro Ospedale non sarà influenzato dall’apertura dell’altra struttura? Cosa significa “ l’Ospedale di Cerreto Sannita continuerà a funzionare? Non solo, ma verranno effettuate anche verifiche e approfondimenti sulla futura utilizzazione di quest’ultimo”? Cosa significa “ anche l’ipotesi di accogliere malati terminali, presso l’Ospedale di Cerreto Sannita, non vuol dire che automaticamente esso diventerà una struttura non competitiva”? Cosa significa “ l’apertura del nuovo ospedale di S. Agata de’ Goti ha un impatto sociale che non incide in maniera negativa sulle finanze generali della sanità campana, in quanto sostituisce funzioni precedentemente svolte, in maniera anche impropria e non economicamente valida”? Cosa significa “ l’attivazione di un Pronto Soccorso attrezzato funzionante 24 ore su 24 ore per 365 giorni l’anno a Cerreto Sannita, al fine di garantire i necessari servizi di assistenza alle locali popolazioni”? Cosa significa “fare del nosocomio di Cerreto Sannita un ospedale di genere a misura di donna significa evitare duplicazioni inutili sul territorio che mettono in contrapposizione l’Ospedale di Cerreto con quello di S. Agata de’ Goti?” Perché la posizione in controtendenza della Cimo-Asmd è stata completamente ignorata e alla richiesta della CGIL di chiarire con quali risorse, con quale personale, con quale tipo di offerte assistenziali, con quale tipo di prospettive a medio-lungo termine, si ritiene di mantenere due Presidi Ospedalieri nessuno ha dato risposta? Forse perché chiarire avrebbe comportato la fine dell’utilizzo dell’argomento a fini elettorali, avrebbe smascherato chi un giorno ha difeso la L.R. 16/2008 e il giorno dopo la criticava. Per tentare di fare un minimo di chiarezza forse era bene mettere in pratica quanto deciso nel Consiglio Comunale aperto e convocare comunque tutti i consigli del circondario alla presenza del Prefetto e anche dei candidati alle regionali per ascoltare direttamente quale futuro pensano debba avere il nostro Ospedale. Non sono così sicuro che anche questa volta non siano soltanto promesse elettorali e che domani ognuno cerchi di dare la colpa ad altri mentre la iattura L.R.16/2008 ci colpisce. Speriamo che questa sciagura non ci investi, anche se le premesse sembrano purtroppo esserci tutte. Martin Luther King disse: “Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano”.

Roberto Stanziano, capogruppo del gruppo consiliare di minoranza “Da sempre per Cerreto”

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