Telese: quale futuro!

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di Michele Del Vecchio

L’epiteto enunciato nel titolo scelto, non è casuale! Dare una risposta ad esso, pur non essendo una domanda, è impresa ardua. Nel farlo non posso prescindere dal operare un’analisi dettagliata di ciò che è stato fatto negli ultimi anni. È, infatti, ben noto quanto le scorse amministrazioni ci hanno lasciato in eredità.  Non sto parlando di “beghe” legali o falle economiche nei bilanci. Sto invece, parlando di un paese privato della sua identità di centro termale e turistico, un paese esautorato dalle proprie risorse naturali originarie nel quale esse non sono mai state sfruttate pienamente.

Ritengo che quello in cui viviamo, è un potenziale centro di affluenza turistica di elevato livello; dovrebbe infatti rappresentare il fulcro di uno sviluppo economico e turistico florido, votato di numerose scelte di intrattenimento per cittadini e non, durante il periodo estivo ed invernale; dovrebbe poter avere un luogo di ritrovo per anziani che condividano le stesse passioni, di giovani concentrati su un interesse comune e dunque allontanati dalla tentazione della strada e delle “cattive compagnie”. Telese dovrebbe essere fornita di almeno un parco giochi e di uno spazio verde adeguato dove mamme e papà possano lasciare, tranquillamente, i figli a giocare senza la preoccupazione di automobili nei paraggi (vedi piazza Salvo d’Acquisto).

Abbiamo lasciato che si riducesse il lago ad un “raccordo anulare” per districare il traffico, come recitava mia figlia in un suo articolo qualche anno fa; per non parlare delle terme per le quali il Consorzio Idrotermale avrebbe dovuto lavorare ed invece le ha abbandonate ad uno stadio di degrado progressivo.

E questo, purtroppo, è solo il lato “disimpegnato”, quello che tutti i turisti, arrivando a Telese, vedono negli occhi di questo paese.

Non è possibile guardarsi intorno e non notare con rammarico il continuo sorgere di palazzi; lo sviluppo della politica “della casa ovunque” come oserei dire. E questo perché i nostri amministratori ci avevano chiesto di essere lungimiranti e guardare avanti; di pensare ad un paese che si sarebbe esteso a cittadina, ad un paese che avrebbe accolto flussi di nuovi concittadini pronti a trasferirsi, aumentando così gli introiti dei nostri negozi e del nostro artigianato.

Il risultato di questa lungimirante operazione edilizia è, dunque, un centro urbano ridotto a quartiere dormitorio; una cittadina del lusso trasformata in un’area cementificata.

Ma purtroppo il danno non si è  fermato nemmeno a questo stadio già gravoso. Ha proseguito nel suo cammino deturpante lasciandoci strade con fondo in pessime condizioni, aiuole incolte e sampietrini spostati.

Chiaramente tutto ciò è  dovuto ad una mancata pianificazione del lavoro da fare, un’assente linea guida da seguire per portare il paese al miglioramento.

Oggi i cittadini si sentono smarriti, in balia di uno stato di semi-anarchia e sicuramente non per colpa delle recenti vicende giudiziarie o per la mancanza del capo carismatico, ma per causa delle errate politiche utilizzate per guidare il paese negli ultimi 10 anni di amministrazione.

Ciò che conta adesso, attenendosi allo stato attuale delle cose, è fare chiarezza, fare “pulizia” in entrambi i sensi, letterale e letterario; occorre parlare al cittadino e discutere insieme quali siano le priorità del paese; anche se molti converranno con me che si dovrebbe iniziare dall’edilizia scolastica, che coinvolge il futuro dei nostri figli, dalla sicurezza delle strade e l’adeguamento alle esigenze dell’arredo urbano; per non parlare poi di vivibilità!

Inutile dire che scendere a compromessi dovrebbe essere un espediente bandito nella rinascita di Telese, anche a costo di accettare di non piacere a tutti e a tutti i costi, perdendo dunque il turismo dozzinale e le visite occasionali di qualche comitiva diretta per fare pic-nic sulle sponde del lago.

Nel vero principio di Democrazia, valore nel quale profondamente credo, da sempre, e dell’onestà intellettuale che è propria di uomini che hanno fatto la storia, sostengo che colui il quale sarà scelto dai cittadini per guidare il nostro paese debba fare chiarezza, laddove il cittadino avesse necessità di sapere, sul da farsi e nel caso in cui se ne verificasse la obbligatorietà, chiedere aiuto in tutte le forme consentite.

Penso che si debba voltare pagina, uscire dalla logica del partito come unico gruppo all’interno del quale sviluppare le idee; allontanarsi dallo stereotipo dell’ideologia politica ma guardare avanti sul serio; cambiando volti e finalmente obbiettivo, mirando a costruire un governo di salute pubblica fatto da persone che ne curino gli interessi e che non facciano i propri.

Sarà, dunque, come portare per mano, tutti insieme, il nostro amato paese verso un nuovo futuro che non abbia più né interrogativi né crudeli epiteti.


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