Riti Settennali: festa di penitenza

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di Luca Iuliani

Se non si può affermare con certezza che i Riti Settennali di Penitenza in onore della Vergine Assunta hanno avuto origine a Guardia Sanframondi nel XVII secolo, certamente il Concilio di Trento (1545-1563) e le “predicazioni” dei diversi ordini religiosi che seguirono per affermare e difendere i dogmi della chiesa cattolica, sono da ritenersi elementi fondanti di queste processioni. Da loro hanno avuto un impulso determinante subendo, solo in quel momento, una rigida strutturazione liturgica, una convinta forza spirituale.

Ancora oggi la ricerca storica non è riuscita a datare l’inizio di queste processioni penitenziali che ogni sette anni, con strutturazione e modalità  ormai uniche al mondo, si rinnovano a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, un centro sannita noto anche per le sue specificità urbanistiche e le ricchezze storiche ed architettoniche. Numerose sono le ipotesi, ma la documentazione certa per datarle definitivamente manca.

Antropologi e sociologi, le fanno risalire ad antichi riti pagani per la fertilizzazione delle terre; alcuni ricercatori locali le datano a momenti di dure contestazioni contro il feudatario (sec. XV); altri al movimento dei Disciplinati di Ranieri Fasani che da Perugia (1260) invase l’Europa invitando il mondo cristiano alla penitenza corporale. Il popolo guardiese le ha sempre vissute con una fede profonda e le ha volute ogni qualvolta le necessità lo imponevano: quando bisognava chiedere l’intervento celeste per le più diverse necessità materiali: carestie, pestilenze, siccità, alluvioni, terremoti… . Numerose sono le testimonianze storiche in proposito: il 17 maggio 1736 si tennero “in ringraziamento della desiderata pioggia”; il 2 giugno 1739 “per causa del bisogno della pioggia”; nel 1743 “per liberarsi dalle gelate”; il 13 maggio 1763 “per disporre il buon tempo e far cessare la carestia”; il 16 marzo 1800 “per il piovero suverchio”.

Solo nel secolo scorso si è radicalizzata la cadenza settennale, un numero simbolico, sacro per il mondo ebraico e cattolico.

Per datare queste processioni, che ogni sette anni si rinnovano nel massimo splendore a me sembrano importanti due elementi: le “missioni” che i Padri della Compagnia di Gesù organizzarono per tutto il Regno di Napoli (sec. XVII) e la presenza della Confraternita dell’Assunta (la Congrega Rossa) affiliata all’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, estintasi appena 40 anni fa. Le predicazioni dei Gesuiti, raccolte dal P. Scipione Paolucci (1651), nella struttura delle processioni settimanali, nella tipologia dei devoti partecipanti, nelle forme penitenziali, nello stile della predicazione rivolta a tutti per una efficace “conversione”, riflettono esattamente quello che ancora oggi é la maggiore visibilità e vitalità dei Riti Settennali di Guardia Sanframondi, il loro messaggio più immediato e pregnante: la necessità di pentirsi e convertirsi al messaggio evangelico di Gesù. La presenza in paese delle Confraternite, poi, é cosa certa, come é certa l’affiliazione di una di esse all’Arciconfraternita romana del Gonfalone. Proprio nella cripta sotto l’altare maggiore del Santuario dell’Assunta, dove c’è la nicchia che custodisce la statua lignea della Vergine, portata in processione ogni sette anni,  i confratelli ad essa affiliati avevano la loro sede. Qui si riunivano e, settimanalmente, secondo il loro statuto, facevano pubblici atti di penitenza corporale, con catene di ferro, cilizi o altri strumenti. La pala dell’altare centrale di questa cripta, realizzata dal maestro Cesare Japoce nel 1730, ben raffigura i penitenti incappucciati, in camice bianco, con funi e strumenti di penitenza, in ginocchio davanti alla Madre Celeste.

Questo concetto di penitenza, ancora oggi è chiaramente esplicitato in tutte le processioni rionali dell’Assunta, sia quelle “di Penitenza” e sia quelle “di Comunione”, attraverso numerosi simboli: le funi intrecciate sul petto, le croci nude, le corone di spine sul capo, le predicazioni dei padri, i flagellanti e i battenti a sangue incappucciati, i Misteri, i cori  dei quattro rioni (Croce, Portella Fontanella e Piazza).

La Festa dell’Assunta di Guardia Sanframondi, che è proprio Festa di Penitenza, è riuscita a sopravvivere per le complesse e profonde radici religiose, culturali e sociali su cui poggia. L’indagine non può essere né semplice né di parte e forse diventa, col tempo, sempre più complessa.

Guardia Sanframondi, 12 febbraio 2010

Per quanti volessero utilizzare foto possono collegarsi al sito http://www.ritisettennali.altervista.org/index.html, link creato dall’amico Giovanni Lombardi che ha messo a disposizione il suo archivio e la sua professionalità. Gliene diamo atto e lo ringraziamo.

Luca Iuliani Responsabile Ufficio Stampa Comitato Riti Settennali di Penitenza in onore dell’Assunta

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