Proposta oscena ai candidati sindaci di Telese Terme

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di Flaviano Di Santo

Cari amici di Telese, da pochi mesi vivo in questa cittadina e mai avrei immaginato d’inaugurare il mandato più corto (credo) della pur breve storia di questo Comune.

Diversamente da chi ci abita da tempo, conosco poco i candidati ed anche in questo sito, le discussioni politiche in merito non aiutano molto a chiarire le caratteristiche ‘effettive’ dei candidati in quanto mi sembra si esprimano principalmente per simpatie più che qualità oggettive. In qualche caso, correggetemi se sbaglio, anche per far sapere che si sa qualcosa… ma non te lo dico… o te lo dico a quattr’occhi al bar…o faccio un’allusione.

Una parola che leggo spesso è rinnovamento e questo denuncia anche la diffusa esigenza di cambiamento(?), ma , altrettanto spesso ci si riferisce solo a rinnovare le persone, con vaghi riferimenti a cosa rinnoverebbero, come, e non meno importante, in quanto tempo.

L’abilità dei politici della nostra generazione, ha raggiunto ormai livelli tali da scavalcare ogni concetto di logica ed illogica, di razionalità ed il suo opposto…con la politica puoi promettere e non fare o di fare senza promesse, con la stessa disinvoltura. E’ una nuova filosofia che trasporta l’umano direttamente in una dimensione di semi-dio più che in un serio incarico sociale.

Direi una filosofia a cui possono appartenere pochi eletti, perché essere eletti è l’unico grande esame di ammissione.

Io non ci sto.

Non ci sto se non mi dice, esattamente, cosa s’intende fare, in quanto tempo e come. La mia proposta è di stipulare un contratto con gli elettori regolarmente registrato da un notaio, in cui ciascun candidato espone dettagliatamente i punti programmatici della sua squadra e l’impegno a dimettersi in caso di fallimento della sua stessa programmazione , con revisione annuale. Naturalmente la squadra si accolla le spese di una eventuale elezione anticipata. Il concetto è estremamente semplice: se prometti, devi mantenere; se ti dimostri incapace, via…e a tue spese. Possiamo anche ammettere una tolleranza del 7%, come l’autovelox…in fondo siamo umani.

Per essere chiari non basterà dire di preoccuparsi per l’economia ma sapere esattamente la cifra dei bilanci a cui intende riferirsi, in quanto tempo e con quale metodologia. Non sarà sufficiente dire che si vuole combattere la disoccupazione se non ci dirà quanti posti di lavoro saprà creare in un anno e possibilmente quali.

Lo stesso dicasi per la programmazione edilizia pubblica e privata, piuttosto che ambiente e solidarietà sociale : dettagliatamente, ogni cosa, dove come e quando. Per quanto riguarda le alleanze, il problema è vostro se avete l’ok delle vostre sezioni e in quale partito militate.

Ve la sentite candidati sindaci?

So che un brivido ha già percorso la vostra schiena compreso a chi s’è infilata una tigre tra le gambe, ma state tranquilli…era solo uno scherzo perché nessuno è preparato a questa musica…anche se ai nostri figli piacerà!

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