Il gioco delle apparenze

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di Aldo Maturo Mi auguro per Telese che, dopo la triste nuvola che ha oscurato per mesi il cielo del paese, si troveranno soluzioni illuminate e che le alleanze saranno finalizzate solo a creare una squadra

qualificata e non a cementare gruppi di potere. Che in questa fase i registi cerchino e istruiscano gli attori dietro le quinte è più che comprensibile. Quando il sipario si aprirà vedremo il cast e ci dovrà dire se reciterà a soggetto o se ha un copione, il “libretto” con cui lo spettatore-elettore potrà seguire la trama lunga cinque anni.

In questa fase, da telesino emigrato e Lucariello, l’impareggiabile protagonista di “Natale in Casa Cupiello”, vedo una lontana analogia se mi illudo di poter sapere cosa sta succedendo sotto il vecchio campanile aggiornandomi solo con gli interventi riportati su questo sito. Ma forse la colpa è mia che persevero nel voler mantenere dopo tanti anni questi contatti, incapace di staccarmi e illudendomi di poter capire qualcosa pur ignorando cosa succede in quei lontani corridoi e salotti.

Luca Cupiello, il personaggio di Eduardo, vive in un mondo tutto suo e come sempre a Natale si lascia coinvolgere nel magico mondo del presepe che lo assorbe e lo coinvolge a tal punto da non capire che la sua famiglia, che lui crede felice e unita, in realtà è allo sfascio, tra il matrimonio in crisi della figlia, l’imbarazzante presenza dell’amante di lei, la sottile furbizia del figlio Ninnillo, i sotterfugi della moglie Concetta indaffarata a nascondergli la verità perchè non vuole turbare la serenità del marito, che a Natale torna bambino e vive in un mondo tutto suo. Poi alla fine la verità avanza inesorabilmente e Lucariello deve risvegliarsi bruscamente. Paga cara la sua ingenuità di essersi fidato solo di quello che appariva, di quello che gli diceva la moglie Concetta. Ma sono stati falsi e eccessivamente protettivi gli altri o è stato credulone lui, incapace di comprendere il dramma che si consumava in casa sua?

Voglio sperare che gli elettori non vivano, come Luca Cupiello, in un mondo fantastico e non corrano il rischio di risvegliarsi, dopo le elezioni, davanti a un Palazzo rimasto prigioniero dei mille sotterfugi delle Concette di turno.

Confesso che, da emigrato, non ho capito molto leggendo gli interventi sul sito, spesso criptati per i non addetti ai lavori.

La spontaneità di Ezio Esposito e, da ultimo, di Carletto Franco, che ringrazio entrambi, mi ha aiutato non a capire ma almeno a strizzare gli occhi. E’ decisamente strano, però, che in genere si debba cercare la chiave per decifrare i messaggi, lasciandoli strategicamente accessibili solo a pochi eletti, come se gli altri fossero nemici cui nasconderli o persone incapaci di comprenderli, riscoprendone la capacità di intendere solo il giorno del voto.

Aldo Maturo 1400 letture al 31/12/2012

5 Commenti

  1. A Napoli si dice parlare per le “maglie di mezzo”… devi farti aiutare dai parenti che sono lì per non perdere il filo…non è difficile, pare una di quelle telenovelle dove tutti si sposano e tradiscono tutti e poi alla fine là stai…
    comunque Eduardo conclude con ” Adda passà a nuttata”… Ciao Lia Buono

  2. Caro Aldo, ritornando a Natale in casa Cupiello, se ricordo bene, ti è sfuggito un passaggio essenziale per capire questo nostro Sud meraviglioso e disgraziato. Il passaggio si riferisce a quando il papà di Lucariello chiede al figlio:”Lucarié, te piace ‘u presepe? e Lucariello risponnde “No, papaà, a me piace ‘u zuppone”! Tutto qui.
    In questo amata nostra cittadina chi ottiene ‘u zuppone’ rimane prigioniero del ‘grande favore ottenuto’, non ha più possibilità di scegliere, non può più liberarsi. Ho sentito con le mie orecchie amici dire: purtroppo ci tiene per le palle per via di quel posto, lo dobbiamo votare… il posto, il favore grande o piccolo, quasi tutte le imprese con famiglie e le maestranze non estraneo a questo giochetto l’Uomo del Colle, obbligate a votare il Principe, camarille, congreghe, un voto di scambio enorme… ecco cosa può aiutarti a capire; il sistema più becero della tronfia Balena Bianca…poco è mancato che un novello Gava assiso sulla poltrona di ‘pelle umana’ si lasciasse baciare le mani dal popolo bue… come faceva il vero Gava qua a Talese, ospite del grand hotel. fortuna che la Giustizia ha stroncato l’ultimo miglio verso l’onnipotenza.
    Cordialità,
    e.e.

  3. La giustizia ha tagliato una testa di un mostro che mi sembra una idra…ora è il momento più difficile. Io spero in uomini e donne di coscienza, la personalità di ogni singolo candidato e ancor più del capolista, determina in un piccolo centro l’apparteneza, ancor più della connotazione politica.Votate persone di coscienza, votate la persona che vi somiglia…quella che più rappresenta una virtù che riconoscete in voi stessi.

  4. “Votate persone di coscienza, votate la persona che vi somiglia…quella che più rappresenta una virtù che riconoscete in voi stessi”.
    Riporto la frase della Sig.ra Buono per evidenziare un aspetto. Se a Telese l’ultima volta si è votato secondo le suesposte motivazioni bè stiamo inguaiati. Vuol dire che molti cittadini di Telese assomigliano al Sindaco uscente…..
    Il problema è, sicuramente un altro, che il sistema di potere, clientele e favori creato dai vecchi amministratori è talmente forte e radicato che, se anche questa volta, come sembra, gli oppositori della lista D’Occhio, ops scusate il lapsus, della lista Di Cerbo si presenteranno divisi penso proprio che ci sarà poco da fare. Speriamo bene.

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