I pareri medici sono concordi, la diagnosi è immediata, la cura è semplice, ma…

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di Fulvio Del Deo

Con un semplice accostamento all’obesità, provo a inquadrare con lo zoom il male che affligge Telese Terme da circa 25 anni, al solo scopo di comunicare il mio punto di vista a chiunque sia disposto a capire. Chi non ne ha voglia, tengaconto che la mia riflessione non ha alcuna pretesa di cercare soluzioni al problema, né di analizzarlo in maniera esaustiva. Pertanto, si ritenga sollevato dall’obbligo di cercarne un’interpretazione soddisfacente i propri desideri.

La malattia che uccide più di ogni altra al giorno d’oggi è l’obesità. Viene da chiedersi: perché si muore così tanto per un fatto così sciocco? In fondo, per non ammalarsi di obesità basterebbe non cadere mai nel vizio di abbuffarsi; e per guarire basterebbe smettere. Per questo male la diagnosi è semplice, è sufficiente una bilancia; la cura, poi, è una sola: smettere di abbuffarsi. Però il vero problema è che, per ignoranza o per testardaggine, il paziente troppo spesso sottovaluta la sua patologia, finché non è messo alle strette dai danni ormai irreversibili che essa ha cagionato. Ecco perché guarire non è così semplice; e i dati lo confermano.

(Adnkronos) – Ogni giorno 13 campani perdono la vita per le conseguenze dell’eccesso di peso. Secondo l’Oms, nel nostro paese le morti attribuibili a sovrappeso e obesità sono state circa 57.000 nel 2002, un decimo del totale; si stima che nella regione Campania, su un totale di 4.900 decessi annui, circa il 10% sia attribuito ad obesità. Sono gli effetti di un’epidemia che ormai coinvolge milioni di persone: i più recenti dati Istat indicano che più di un italiano su tre (34,2%) è in sovrappeso, mentre quasi uno su 10 (9,8%) è obeso.

(fonte: http://www.sanraffaele.it/web/1/materiali/documenti/24022009121701_DaiPeso240208.pdf )


All’epidemia dell’obesità, qui a Telese (come in tante altre parti del mondo ricco) si è sovrapposta un’altra epidemia, molto simile all’obesità. Mentre la prima affonda le sue radici nel disordinato rapporto col cibo, la seconda ha come origine una percezione disturbata del lavoro e soprattutto del denaro. Anche per questo male la diagnosi è immediata e la cura è una sola. Purtroppo, anche in questo caso il problema principale risiede nel fatto che il paziente è restio a curarsi, per ignoranza o per testardaggine, finché la sua malattia non avrà ormai causato danni irreversibili.

6 Commenti

  1. mi avevano detto che era anorressia…diagnosi complessa perchè sono le due facce della stessa malattia:vuoto esistenziale.La corruzione morale ed etica credo sia profondamente diversa non credi?
    anche io ti leggo con interesse, sei un pizzico di piccante nei soliti spaghetti al …burro!

  2. Gentile signora Buono.

    L’anoressia è un problema che ha ben poco a che vedere con l’obesità. Lei forse sta facendo confusione con la bulimia, che è appunto l’altra faccia dell’anoressia.

    Trattandosi di una questione assai delicata, che affligge, nella maggior parte dei casi, le adolescenti dotate di spiccata sensibilità e di buon livello culturale, non mi sarei mai permesso di farne accostamento alla volgarità della realtà telesina.

    L’obesità è tutt’altra cosa, tant’è vero che la Campania è a uno dei primi posti nella classifica dell’obesità, ma è in coda in quella riguardante l’anoressia (provi a consultare i dati istat).

    La Campania è regione di gente “esuberante”: è regione di molti omicidi e di pochi sucidi. E’ regione di grandi abbuffate chiassose, accompagnate da minima sensibilità, poco rispetto del prossimo, e nessun senso civico.

    La ringrazio per l’interesse verso i miei scritti e per l’accostamento al peperoncino, di cui effettivamente sono un estimatore.

    Fulvio Del Deo

  3. Sono stata alla divisione anticrimine sez.V registravamo anche i suicidi e non mi pare fossero pochi… e bulimia o non bulimia,so che le persone obese soffrono molto e di anoressiche ne ho viste morire alcune… sono una praticona di queste problematiche,mio malgrado, e non una estimatrice dei dati ISTAT… nè una psicologa, ma provvederò.Pare che il suicidio sia proprio problematica diffusa nel Sannio e ancor più nell’Avellinese…ma facciamo media con gli omicidi di Napoli. Obesità non sempre è sinonimo di volgarità… e Telese dovrebbe fare media con i suoi figli che sono partiti portando l’orgoglio del Sannio in tutto il mondo:ci siamo distinti tutti per onestà laboriosità e decoro,tutti!Scopriresti i veri Sanniti.

  4. Gentile signora Buono.

    Nessuno mette in dubbio che le persone obese e sovrappeso soffrano molto a causa del loro rapporto disturbato con l’alimentazione e con il cibo, e a causa dei problemi sanitari che ne conseguono.

    Ma anche le persone avide soffrono a causa del loro rapporto disturbato con il lavoro e con i soldi, e a causa dei problemi giudiziari che ne conseguono.

    La percentuale di obesi e sovrappeso in Italia è del 46,44%, ma tale dato varia molto da regione a regione, attestandosi a livelli più alti nelle regioni con un recente passato di povertà, mentre in coda alla classifica vi sono le regioni che storiacamente hanno meno conosciuto al fame.

    Non a caso, al primo posto c’è la Campania col suo 54,64%, seguita dalla Sicilia col 53,41% e dalla Puglia col 52,95%.

    Se invece diamo un’occhiata agli ultimi in classifica, troviamo:
    Lombardia 41,57%
    Trentino Alto Adige 42,6%
    Liguria 43,14%

    (dati: http://www.istat.it/sanita/sociosan/tavole/tavole_4.zip)

    Il fatto che oggi siano le regioni con un vicino passato di fame e miseria a detenere il primato in obesità deve farci riflettere: voracità e avidità di danaro sono disturbi molto simili, entrambi derivanti da insicurezza.

    Infatti, molto spesso al Sud quando in una famiglia cominciano a entrare molti soldi, non si sa come usarli: le formiche tenderanno a “investire” nel mattone, con conseguente scempio del territorio, com’è avvenuto anche qui a Telese.

    Le cicale invece si faranno passare gli sfizi che le generazioni passate neanche osavano sognare: ed ecco perché per le strade di Telese sono apparse le Jaguar, le Maserati, le Ferrari… ecco perché alle vecchie case povere ma dignitose si sono sostituite le ville con idromassaggio d’obbligo, megaschermo al plasma e piscina d’ordinanza. Ed ecco perché le beauty-farm si sono moltiplicate a dismisura, gli interventi di chirurgia estetica hanno avuto un boom impensabile, le agenzie di viaggio sono spuntate come funghi, per vendere crociere a chi fino a ieri non era neanche uscito dal cortile di casa e oggi si costringe ad avventure che, in mancanza di adeguata cultura, si trasformano puntualmente in supplizi, ai quali però non ci si può sottrarre per non venir meno agli obblighi che il nuovo status impone.

    Anche questa è sofferenza. Ed è sofferenza a effetto domino, che causa altrettanta sofferenza a catena.

    Non è un bel modo di vivere riempire lo stomaco e il portafogli, quello prorpio e quello dei propri figli, non avendo più nulla di veramente prezioso di cui andare fieri.

    Ecco perché a questo punto si vanno rispolverando le antiche glorie del passato, si guarda ai popoli ormai estinti che un tempo abitavano le nostre terre.

    E non a caso questo avviene a partire dalle zone più depresse del Sud, come in Salento dove ci si esalta per i Messapi, nel foggiano si va riesumando il mito dei Dauni, o nel Beneventano quello dei coraggiosi Sanniti… senza accorgersi che ciò non fa altro che farli rivoltare nella tomba!

  5. Io sono più che coraggiosa Fulvio, sono donna d’onore!! E fai il bravo che sono…abituata agli scugnizzi.
    Qualcuno dice che sei troppo piccante, io invece penso che senza di te passerebbe pure la voglia di leggere Vivitelese. Ciao a presto

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