Una tassa su PC e telefonini

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di Giovanni Lombardi

Il Ministro per i beni culturali comunica che, in esecuzione della legge sul diritto d’autore, ha firmato il decreto di rideterminazione del compenso per “Copia privata”, che la legge già prevedeva in via provvisoria. La determinazione interviene a più di sei anni di distanza dal decreto legislativo n. 68/2003, che era stato emanato in attuazione della normativa comunitaria. Il decreto è stato adottato a conclusione di una lunga

e complessa istruttoria che ha visto la partecipazione di tutte le categorie interessate. Esso individua un punto di equilibrio tra il riconoscimento del compenso che è dovuto a chi crea opere dell’ingegno e le esigenze, altrettanto importanti, degli utenti e del settore dell’innovazione e sviluppo tecnologico.

Poiché si tratta di un settore in rapidissima evoluzione, sarà costituito un tavolo di lavoro, cui parteciperanno tutti i soggetti interessati, chiamato a monitorare l’evoluzione del mercato dei supporti e degli apparecchi assoggettati a compenso, anche ai fini  dell’aggiornamento triennale del decreto.

Questo il freddo e criptico comunicato sul sito del ministero. Proviamo, in sostanza a ‘tradurlo’ … nei prossimi giorni … cellulari, decoder, computer, lettori mp3 e qualunque dispositivo abbia una memoria sarà colpito da una nuova tassa. E’ quello che  prevede il decreto firmato lo scorso 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Questo decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto “equo compenso”: la somma, che i produttori di beni tecnologici devono versare alla Siae, quale “compenso” della copia privata. Cioè del fatto che l’utente può usare quelle tecnologie per fare un (legittima) copia personale di cd e/o  film acquistati.

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