Telese si è fermata, ha perso la capacità di progettare il futuro
Telese si è fermata, ha perso la capacità di progettare il futuro. La crisi economica,sociale e istituzionale ha reso più grave, visibile e dolorosa una malattia contratta già da tempo. Quando partii,anni fa, mi tornava molto spesso alla mente il ritornello di una canzone popolare “paese mio che stai sulla collina”, anche se il mio è un pò a valle,”disteso come un vecchio addormentato,la noia,l’abbandono son la tua malattia”, serviva a ricordare bene cosa avevo lasciato e cosa mi sarebbe spettato se avessi “mollato”, nei momenti difficili di caserme di più di venti anni fa, quando pure io volevo il caldo ed il tranquillo di casa mia, mamma… quando ero giovane,molto,e la nostalgia annullava le cose reali facendo ricordare solo le sere d’estate,le biciclette,le sorgenti e il brivido dell’acqua fredda, le canne al lago e i girini nei bicchieri…Telese mia…
Oggi è il collasso, oggi è un paese che non sa proiettarsi in avanti, che spreca le sue migliori risorse intellettuali nella noia davanti ai bar, nelle dipendenze al gioco, nella speranza di vincere “grattando”,nell’alcol ed altro… che manco educa i propri figli alla ambizione e alla rivolta di una emigrazione o all’imporre se’stessi i propri meriti e talenti.
Che non ha il coraggio di investire su cose e persone nuove nel timore di perdere una stabilità fittizia,vecchi punti di riferimento a loro volta instabili,disorientati,fragili, appunto”vecchi”, ma almeno “conosciuti”; perdendo l’occasione di innovazione e perdendo la sfida della competizione e delle risorse internazionali.
Continuiamo a devastare il nostro territorio senza preoccuparci di quanto questa fonte sia redditizia ancora e di cosa consegneremo alle generazioni future:case vuote,nella migliore delle ipotesi.
Al culmine della piramide, purtroppo, una classe di persone,”sciacalli e truffatori” che sperano di poter guadagnare qualcosa da queste terribili vicende storiche,personali e sociali, che si propongono di reiterare i problemi cambiando attori e, come se non bastasse, pure attori definiti da chi pur bene li conosce “caratteriali”, anzichè proporre possibili soluzioni.
Una classe che non ha mai visto oltre le montagne,dal ruolo piccolo come un seggio all’opposizione,addirittura per un grattino o una entrata in piscina,tanto valore dà all’onore! anche a costo di truffa ,oltraggio agli altissimi valori etici e morali che si rappresentano,continuando a coltivare la nostalgia di un passato autarchico,prima di quando il mondo venisse capovolto dalla globalizzazione.
Così si vive immobili incapaci di ricambio generazionale.
Nella opera di sciacallaggio e di tradimenti ai giovani è stato rubato tutto:il futuro,la speranza,la giovinezza stessa;proponendo loro ideali,sentimenti e anche corpi rifatti,a cui noi per primi non crediamo e tanto da una classe dirigente messa in discussione addirittura dal punto di vista dell’onestà.
chi si illude che tutto cambierà con la caduta di Pino D’Occhio, accelerata dagli scandali, dimostra di non capire quanto,come e soprattutto che ha rappresentato D’Occhio in questi anni,il vertice di un sistema a lui preesistente di cui, invece di diventarne strumento, così come stabilito da chi permise quel ruolo al figlio del carabiniere(senza valutare la personalità troppo brillante ed egocentrica per limitarsi ad un ruolo marginale) diventò artefice,fulcro ed attore primo.
Sistema che coinvolge tutti, dal piccolo al grande “piacere” tutti!
Non si è capito che i tempi sono cambiati,che il mondo è cambiato. Ciò che era permesso e lecito trenta anni fa oggi è inammissibile e pericoloso.Troppi anni di inceretezza del diritto, di degrado su degrado di lasciar fare ,o semplicemente,troppi anni e basta.
A quelli che “si sono fatti da soli” non è stato insegnato a fermarsi e conservare, non è stato insegnato che apparire e successo non serve a niente se non a perdere la testa, fino ad arrivare a pensare di potersi sostituire allo Stato e alle Istituzioni, sistema nel quale è basta poco per cadere! sistema per chi finisce giovane…pericoloso per lui e per la intera collettività telesina che si vede svuotata nei valori più profondi della democrazia,delusa,tradita in maniera sistematica e diffusa.
Ha snervato gli antichi telesini(di tutto il mondo), come i nuovi residenti.
Ha prodotto una perdita collettiva di senso e di memoria,un bisogno di maggiore chiusura in sè,un acuirsi della cultura del “non esporsi” anche nelle ovvietà esaltando in contrapposto invidie, pettegolezzi e maldicenze.
Chiusura nemica della integrazione e dell’arricchimento possibile ed auspicabile nel grande flusso di nuovi residenti portatori di nuove energie intellettuali e nuove risorse degrado ormai storico dal quale non sarà facile uscire.
Cosa augurare:presa di coscienza collettiva,cambiamento dal profondo,riscoperta valorizzazione e sviluppo di quanto di buono pur è stato fatto,ammenda risarcimento e compensazione degli errori tutti e…continuità nel cambiamento.
“Paese Mio…” Ti amo.

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| This entry was posted by GL on 7 febbraio 2010 at 00:35, and is filed under Telese Terme. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |















circa 4 settimane fa
Non ho eluso nè snobbato davvero e mi dispiace se ti ho dato questa impressione! non so se comparando Telese a Napoli ne esca vincente il paese natio… il golfo il vesuvio e pure i quartieri…sono tutta la vita mia, non so.La amo Telese perchè la amo e basta,senza un motivo, come quando sei innamorato e sono fortunata di poter vivere tra Napoli e Telese.Mi hai lanciato una bella sfida e io adoro le sfide…ci pensiamo e, facciamolo insieme!
circa 3 settimane fa
La tua presenza mi solleva molto.
Poiché Napoli ha adottato anche me dal 1979 pensavo che nel prendere la residenza aTelese mi toccava dividere questo ‘fardello’ solo con Fulvio (in effetti, quando condisce con dosi ‘umane’ riesce ad essere anche gustoso ma…col peperoncino ha la mano pesante e spesso nguaja à menèsta).
Piacciono anche a me le sfide ma non è falsa modestia se ritengo di non aver le competenze giuste per formulare una proposta dignitosa.
Mi limito a ripetere quanto ho esposto in una piccante chiacchierata con Emilio Tazza ( a cui va l’invito per una sua proposta) in cui ritenevo che la sfera della politica debba saper mantenere un giusto distacco dalla sfera tecnica. E’ raro che si riesca ad avere buone competenze in entrambi i campi perchè anche i più bravi fanno pasticci.
La sfera politica deve mantenere saldo il rapporto con gli elettori, dare indicazioni e, soprattutto, saper gestire la finalizzazione del programma.
I tecnici dovrebbero occuparsi delle soluzioni operative, interagire ma non prevaricare.
Mi piace molto ad esempio, la proposta dell’assessore Falato nel promuovere idee progetto aperte a giovani professionisti, per affrontare le problematiche dei centri storici. Se l’avesse fatto quando è stato sindaco di Guardia, avrebbe certamente anticipato i tempi e forse ora, già una possibile soluzione.
I comuni hanno compiti piuttosto gravosi e tra l’altro in un momento economico particolarmente difficile , per Telese, direi drammatico . I cittadini sono l’anima di una comunità ed i loro diritti diventano un dovere per chi li amministra.
I tecnici bravi, certamente presenti sul territorio, penso che non hanno problemi di occupazione e non credo che gl’interessi sbolognare le rogne di un comune. Comunque sono un costo. Andrebbero sfruttate le vie istituzionali, le università, i tanti centri di ricerca finanziati per produrre idee. Sono idee fresche, certamente perfettibili ma gratis. Nella mia fantasia di cittadino vedrei utile avviare una cooperazione tra comuni…l’idea di Telesia mi piace molto.
Ora toccherebbe a te…ma visto che qui non ci sente nessuno, una domandina confidenziale te la volevo fare. E’ una curiosità ad un tecnico della materia.
Se, come si è letto dai media, l’andazzo di Telese andava realmente avanti da 25 anni…il fatto che sia scoppiato ora…(rubo una frase ai film di spionaggio) non è che sia saltata qualche copertura?
p.s. leggasi frode intellettuale
circa 3 settimane fa
Non sarebbe difficile un perfetto programma:si copiano da internet e conservo l’amivcizia e la stima di qualche mio esimio professore dell’Università Federico II, non sarebbe difficile…Ma la soluzione ispirata forte e coraggiosa è rimbombata forte ieri nella nostra piccola Chiesa di Santo Stefano a Telese,il nostro giovane prete Rumeno “abbiamo bisogno di conversioni” CONVERTITEVI!!.Basterebbe un gesto di conversione ai valori profondi, quelli che si riconducono al diritto natutrale, un gesto di conversione dell’intera comunità alla legalità. Ciao e alla prossima! Lia Buono.
circa 3 settimane fa
La tua penna leggera frizzante talvolta acuta e spinosa disegna uno spaccato preoccupante della condizione emotiva e sociale di una comunità che come molte altre è lo specchio di una crisi mondiale.Ma non bisogna mai arrendersi all’ indolenza di accadimenti che passeranno come l’acqua di una cascata che travolge tutto arriverà prima o poi al letto tranquillo del fiume. Brava Lia!