di Carlo Franco da ‘Realtà Sannita’   n. 1 – 16/31 Gennaio 2010

“La quiete dopo la tempesta” è quello che si aspettano i cittadini di Telese dopo la brutta avventura giudiziaria che ha decapitato la civica amministra­zione e portato alla gestione commissariale del Comune.  Il commissario, in quanto funzionario governativo, non può fare altro che provvedere alle esigenze essenziali ed improcrastinabili dell’ente, per cui c’è bisogno che al più presto si arrivi alla indizione di elezioni amministrative che diano alla comunità un’Amministrazione democraticamente eletta. E giacché la data utile per le elezioni potrebbe essere quella delle prossime consultazioni regionali, quindi tra non molto, in paese già si stanno scaldando i motori per la corsa elettorale.

Ciò è normale che sia, ma dai primi movimenti si ha già l’impressione che ci sia molta approssimazione e poco senso di responsabilità nell’affrontare l’impegno che la partita (delle elezioni e quindi dell’Amministrazione successiva) richiede.

Volendo essere più chiari, si può dire che con la scomparsa (o scarsa operatività) dei partiti politici, oggi si arriva agli appuntamenti elettorali senza preparazione (di idee e di programmi) e con un grosso senso di improvvisazione. E Telese in questo momento non sfugge a tale logica.

Siamo solo agli inizi delle operazioni, si sentono quindi circolare tante voci e molte di esse risulteranno certamente fuori dal coro alla fine, ma una che compare certamente già stonata fin dall’inizio è quella secondo cui alcuni partiti politici vorrebbero fare una lista propria, cioè lista di partito scegliendo tutti i candidati nel proprio ambito. Questo è già un cattivo segnale perché ancora una volta potrebbe significare interesse di partito più che della cosa pubblica in un paese piccolo dove si vota con il sistema maggioritario.

Il paese in questo momento è mal ridotto, ha bisogno di una classe politica, quindi amministrativa, che sia il meglio dell’intera comunità, che si sbracci e si dia da fare al massimo avendo di mira un solo ed unico scopo: il recupero e la rinascita socio – economica di tutta la collettività.

Dopo i noti fatti che hanno falcidiato il tessuto politico ed imprenditoriale, nell’attesa che la magistratura faccia il proprio corso e che gli interessati chiariscano la propria posizione, la comunità sente il bisogno di voltare pagina, avverte l’esigenza di una vita amministrativa dallo stile diverso dal precedente.

Questa, al momento, sembra essere la lettura attenta ed obiettiva di un tessuto politico di lungo corso che ha dato i risultati che tutti conosciamo, nel bene e nel male, come suol dirsi. Il nuovo e il diverso (in quanto a metodo ed obiettivi) che dovrà venire avrà tante responsabilità da prendersi, tante gatte da pelare come si dice in gergo, per cui è proprio auspicabile che ogni potenziale concorrente si faccia un bell’esame di coscienza prima di decidere di scendere in campo.

I giochini di questa prima ora vanno pure bene, fanno parte del teatrino della politica, ma poi che si dia spazio a scelte serie e responsabili. La comunità lo vuole, se lo aspetta.